IL SINDACO RAFFAELE BAGNARDI MINACCIATO DI MORTE IN UNA LETTERA GIUNTA AL SUO DOMICILIO
Di Cosimo Linoci (del 02/12/2008 @ 15:00:18, in Cronache, letto 4549 volte)

Minacciato di morte. Una lettera intimidatoria è giunta nei giorni scorsi a casa del sindaco di Grottaglie, Raffaele Bagnardi. La lettera, secondo quanto si è appreso, è scritta in un italiano stentato e con grafia incerta. Non fa riferimenti precisi, ma il suo contenuto è chiaro, inequivocabile. Come altrettanto chiaro è il destinatario. I Carabinieri della com pagnia di Martina e quelli della stazione di Grottaglie non l’hanno affatto presa sottogamba, anzi. I militari, guidati dal capitano Michele D’Agosto e dal tenente Federica Carletti, avrebbero già qualche sospetto.

 

Il dato certo è che le minacce di morte a Bagnardi sono riconducibili pro prio alla sua attività di sindaco (Bagnardi, che guida una giunta di centrosinistra, è al suo secondo mandato) anche se l’ambito non è ancora ben configurato. In queste ore l’attività del sindaco viene passata al vaglio, considerando anche i casi che hanno portato il comune di Grottaglie alla ribalta anche per le proteste cittadine che ci sono state: dall’ampliamento della discarica alla vicenda della casa di riposo.

 

Non è la prima volta che Bagnardi finisce nel mirino. Tra la fine del 2004 la prima metà del 2005 una bottiglia di alcool e quattro bombolette di gas da ricarica accendini erano stati dati alle fiamme davanti allo stabile nel quale risiede il sindaco. In quell’occasione fu danneggiato il portone a vetri a seguito dell’incendio.

 

Dopo alcune settimane, a metà gennaio 2005, ancora una volta Ba gnardi aveva ritrovato davanti al portone metallico del box auto condominiale un’altra bomboletta con residui di carta bruciata e la propria auto con il para brezza sfondato. Un anno dopo i Carabinieri hanno arrestato il 37enne Miche le Bonfrate, di Grottaglie, che più volte si era scontrato col sindaco al quale imputava la responsabilità dei trattamenti sanitari obbligatori disposti nei suoi confronti in quanto si era reso pericoloso.

 

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno


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