LA BCC SAN MARZANO DI SAN GIUSEPPE PROMUOVE L’ARTE: PRIMO APPUNTAMENTO CON "ARAZZI” DI STEFANO BIANCO
Di Carlo Caprino (del 05/08/2009 @ 10:44:42, in Cultura, letto 4014 volte)

“Arazzi. Orditi di carta e altro”, di Stefano Bianco è la Mostra che inaugura il percorso lanciato dalla BCC San Marzano di San Giuseppe sotto il titolo “La Banca promuove l’Arte”. La rassegna dell’artista milanese sarà inaugurata giovedì 6 agosto alle 19,30 a Grottaglie all’interno dell’Auditorium della BCC San Marzano di San Giuseppe in Via Messapia (sarà aperta fino a giovedì 13 agosto con orario 18,30-21- ingresso gratuito).

L’iniziativa promossa dall’istituto di credito ionico è patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Grottaglie, e incasella circa 50 opere del noto pittore e scultore, fra i più quotati artisti del panorama italiano contemporaneo, divise in cinque sezioni (Small Size, I Grandi, I Medi, Le Olimpiadi, Gli Astratti).

”Si può esistere senza arte. Ma senza di essa non si può vivere”, dice Oscar Wilde. E anche partendo da questo aforisma che la BCC San Marzano di San Giuseppe dà il proprio contributo alla divulgazione delle “Arti” nelle molteplici espressioni – commenta il Direttore Generale, Emanuele di Palma –. Lo fa non solo sostenendo alcune fra le iniziative meritevoli che le intelligenze e la buona volontà di tanti appassionati e volontari realizzano con sacrificio. Ma anche promuovendo, in una forma di mecenatismo moderno, eventi che contribuiscano ad arricchire la conoscenza e ad apprezzarne i tratti ora definiti ora astratti. Rientra in questo percorso la Rassegna “Arazzi” di Stefano Bianco, tappa che trova anche la propria sede ideale all’interno dell’Auditorium della nostra Banca, nella Filiale di Grottaglie. Luogo deputato a far incrociare uomini e pensieri, a promuovere sensibilità e creare condizioni di crescita culturale e sociale. Un cantiere dove progetti e idee hanno un loro spazio naturale e si prestano all’attenzione collettiva perché possano essere divulgate e moltiplicate, partendo dal presupposto che essere Banca oggi vuol dire anche questo».

«Stefano Bianco, è un artista che varca i confini della creatività pura, capace di mettere insieme una realtà nuova creata e nel contempo ricevuta – scrive di lui il critico Valerio Dehò -. Il tutto inquadrato in un modus operandi libero e mai ripetitivo. Il linguaggio della prassi che troviamo nelle opere di Stefano Bianco, va interpretato proprio nel senso che nella fase attualele cose da fare sono più importanti rispetto a quelle che si possono dire. Il nomadismo stilistico è spesso il sogno di grande autenticità e sarà meglio abituarci ad un’arte che solleciti risposte e non ulteriori domande». Biografia Stefano Bianco Stefano Bianco è nato a Milano il 19 maggio del 1947. Il suo primo atelier è accanto alla propria abitazione a Milano, in un cortile nella vecchia zona dei Navigli (via Pavia 8), dove ha sede anche una fornace che esegue ancora manualmente l'impasto dei mattoni. E proprio con i mattoni "a mano" inizia la sua attività attorno agli Anni ‘70. E' di questo periodo il suo inserimento nel mondo culturale milanese: architetti, stilisti, musicisti, grafici, designer e attori iniziano ad affollare lo studio e vengono così poste le basi per durature e proficue collaborazioni.

Nascono le prime arredo-sculture pubblicate sulle più rinomate riviste di arredamento (CASA VOGUE – DOMUS). Nei primi Anni ’80 la sua attività spazia ormai in svariati campi, dalla scultura figurativa a quella integrata all'architettura d’interni, passando per il design: camini, tavoli, lampade e oggetti nascono da una ricerca sulla interazione dell’arte con il quotidiano. Una sua opera "Dal Seme Al Frutto", in travertino, ferro e pietra di Vicenza, commissionatagli da Enichem Agricoltura, è esposta alla Fieragricola di Verona. Sempre di quest’ epoca è "Il Cavaliere" una scultura in pietra serena e ferro, commissionata dalla Compagnia dei Jolly Hotel nel 1986 e posizionata all'ingresso del Jolly Hotel President in Largo Augusto a Milano. Sono di questo periodo anche le grandi cornici per camini realizzati per prestigiose residenze a Porto Cervo in Sardegna e pubblicati su AD n°55 e 62 Nel 1990 impartisce le sue "lezioni di scultura" al centro sociale Garibaldi di Milano e realizza"in diretta" davanti agli alunni delle scuole d'arte milanesi l’opera “Figura Coricata” (“la grazia di una figura femminile" - Corriere della Sera del 28 aprile 1990). La scultura è tuttora posizionata sotto la loggia bramantesca che unisce C.so Garibaldi con Piazza Marengo a Milano. Nel '92 apre il suo nuovo atelier di Milano, che mette anche a disposizione di altri artisti liberi di organizzare proprie mostre. E’ di questo periodo la “mostra” (se così si può chiamare) "Perdiletto", che vede la partecipazione di grossi nomi della cultura artistica italiana come Michelangelo Antonioni, Luca Formenton, Yoshi Nagasaka e kobi Wiesendanger (il Giorno del 24 aprile 1993 - Corriere della Sera del 25 aprile1993) Nel 1997 si trasferisce in collina nel Castello Dal Verme di Zavattarello, e collabora alla ristrutturazione del maniero realizzando svariate opere, pubblicate nel libro “Oltrepo’ e Dintorni - Rocche, Castelli e Antiche Dimore” - ed. Edo – pag. 152 -163. Nel frattempo esegue anche una serie di grandi sculture definite “nazional popolari”, posizionate nei paesi della zona circondante il castello, opere che raccontano le vicende storiche dei luoghi, attingendo dai racconti della popolazione autoctona che lo assiste durante i lavori, eseguiti direttamente nelle piazze. Tra questi lavori si ricordano gli 8 grandi pannelli in pietra di Sarnico posizionati al centro del cimitero di Romagnese, la “Fontana Bassorilievo ” e il “Seminatore” collocati in Piazza Dal Verme a Zavattarello.

Negli anni successivi si avvicina all’arte sacra realizzando l'Ambone in pietra San Gottardo che viene collogato nel 1999 nella Chiesa Giubilare di San Luca, a Pavia. Nel 2000 inizia a scolpire un altare in pietra di Verona raffigurante un albero di melograno, simbolo della confraternita San Giovanni di Dio, per la chiesa dedicata a San Riccardo Pampuri costruita all’ interno della nuova casa di riposo Fatebenefratelli di Trivolzio in provincia di Pavia. In seguito realizza tutto il restante arredo Sacro delle Chiesa, fra cui il “Doppio Ambone” che permette anche ai disabili di accedere con la carrozzina. Il 21 ottobre 2001 ad Albuzzano (Pv), nella sala Consiliare del Municipio, vengono posizionati cinque bassorilievi in pietra di Sarnico che rappresentano la storia del paese. Il 25 aprile 2003, in occasione della commemorazione della Liberazione, vengono inaugurati a Filighera (Pv) due bassorilievi rappresentanti vicende del II Conflitto Mondiale. In questi anni l’artista pur continuando a dedicarsi alle committenze private è impegnato a sviluppare la sua ricerca formale e, utilizzando le potenzialità della rete Internet, sta intrattenendo rapporti con realtà internazionali.


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