GROTTAGLIE E LE SUE STRADE: UN ALTRO MODO DI PERCORRERLE E POSSIBILE?
Di Stefania Fanigliulo (del 29/09/2009 @ 22:10:47, in Editoriali, letto 3849 volte)

Non passa giorno senza che i tg o i giornali non riportino notizie di incidenti stradali più o meno gravi, di vite inghiottite dall’asfalto o stravolte dalla perdita improvvisa di un parente, di un amico, di un collega e naturalmente anche le strade del nostro paese sono diventate sempre più spesso teatro di queste tragedie.

 

Ma una volta smessi i panni dello sgomento e del dispiacere che tutti proviamo di fronte a questi avvenimenti, le vite di molti di noi tornano a scorrere esattamente come prima, ignare del fatto che ciò che accade agli altri dovrebbe essere per noi monito e motivo di riflessione profonda.

 

Continuiamo a non considerare i rischi che corriamo quando non rispettiamo le norme del codice stradale ed il buon senso, che invece ci imporrebbero un’attenzione assoluta verso ciò che facciamo e verso il modo in cui utilizziamo quei mezzi di locomozione che tanto ci hanno semplificato la vita, ma che al tempo stesso possono essere causa di disgrazie enormi.

La mentalità del grottagliese richiede l’utilizzo costante dell’auto in ogni momento della giornata, dal mattino quando si accompagnano i figli a scuola o si va al lavoro, fino alla sera, quando le strade si popolano di ragazzi che girano e rigirano in macchina ed in moto per le solite due/tre vie principali.

 

Al di là di chi deve necessariamente utilizzarla per lunghi spostamenti, all’interno del perimetro paesano l’auto è la compagna fedele di ogni nostro movimento: impossibile uscire da casa senza ed impossibile è anche pensare di parcheggiare in un posto che sia distante più di un metro dal luogo in cui siamo diretti.

 

Molti di noi non hanno idea di cosa significhi dare la precedenza, parcheggiare in maniera adeguata, imboccare correttamente una rotatoria, mettere una freccia che indichi se stiamo per svoltare a destra o sinistra: tutte regole che una volta usciti dalla scuola guida paiono finire nel dimenticatoio.

 Per le strade di Grottaglie si assiste a veri e propri esempi di pirateria: guai al pedone che pretende di attraversare sulle strisce pedonali (ammesso che siano visibili)! Pochi si fermeranno per agevolargli il passaggio, i più faranno finta di niente e continueranno veloci per la propria strada.

 

E poi via con il clacson per segnalare il proprio arrivo in prossimità di un incrocio, così si evita di perdere tempo a fermarsi: sembriamo formiche impazzite, tutti hanno fretta e non possono perdere il minuto necessario a fermarsi ad uno stop. E quando guidiamo abbiamo mille altri impegni: parlare al telefono, rispondere ad un messaggio, fumare una sigaretta.

 

 

Che dire di quelli che guidano con i bambini attaccati al volante, in barba ad ogni norma che richiede un apposito seggiolino e idonee cinture di sicurezza che proteggano i più piccoli? Per non parlare poi dei motociclisti che si infilano tra le file di macchine, zigzagando a destra e sinistra con la testa beatamente al vento. Si, perché nel 2009 i caschi a Grottaglie rappresentano ancora una specie protetta: vengono custoditi gelosamente, non sia mai che ce li si metta in testa quando si esce in scooter, potrebbero rovinarsi! Meglio tenerli al riparo sotto il sellino o forse non comprarli per niente.

 

E va bene che le strade sono quelle che sono e che la segnaletica avrebbe bisogno di un poderoso restiling e quant’altro: ma la vita è la nostra e chi più di noi ha il dovere e l’interesse a proteggerla? Deve rinascere in noi una nuova coscienza, la consapevolezza che il rispetto delle regole deve essere una forma mentis, non un atteggiamento da tenere solo in prossimità di una pattuglia.


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