GROTTAGLIE E IL SUO TURISMO: LA CITTA' DELLE CERAMICHE NEGLI AEROPORTI DI PUGLIA
Di Carlo Caprino (del 23/11/2009 @ 10:33:52, in Territorio, letto 3240 volte)

Il binomio “Grottaglie – Aeroporto” è stato – almeno negli ultimi anni – caratterizzato da un susseguirsi di passioni travolgenti e cocenti delusioni, come ben riassunto in un articolo dossier a firma di Enrico Carrassi di qualche settimana fa.

 

Che l’aeroporto sia potenzialmente uno strumento di promozione turistica del territorio è fuor di dubbio, a patto che questo strumento venga messo nelle migliori condizioni per poter operare.

 

Chi ha memoria di quanto avveniva sino a pochi anni fa, ben ricorderà come dal porto di Brindisi ogni anno passassero milioni di turisti che nel capoluogo adriatico si fermassero giusto il tempo dell’attesa del traghetto per la Grecia, “consumando” servizi ma senza contribuire in modo significativo alla economia locale. Qualcuno calcolò che se anche solo il 10% dei turisti di passaggio si fosse fermato a dormire e mangiare a Brindisi per almeno un giorno, la cittadina avrebbe potuto davvero vivere di rendita. Se questo non avveniva a Brindisi, come non avviene a Taranto ed in altre località potenzialmente ricche di risorse effettivamente poco sfruttate, è perché questa offerta non riesce ad arrivare a conoscenza dei potenziali fruitori.

 

Da questo punto di vista, Grottaglie gode sicuramente di una posizione di vantaggio, potendo già da qualche anno contare, a livello nazionale, su diversi eventi di promozione e diffusione della conoscenza del proprio territorio: la partecipazione alla BIT di Milano e la presenza nel circuito del turismo religioso sono solo alcuni degli esempi più recenti.

 

A questi si aggiunge oggi un ulteriore strumento di promozione, ovvero la presenza di un articolo a firma di Giusy Petruzzelli, che appare sul numero 35 del periodico “Ali del Levante”, in distribuzione gratuita negli aeroporti di Puglia.

 

L’articolo, pur nella sua necessaria brevità, ben descrive le risorse grottagliesi ed offre ai lettori una completa panoramica delle bellezze della città delle ceramiche, dalle botteghe figuline alla chiesa matrice, dal presepe del Carmine al castello episcopio. Ulteriore punto di forza è che lo stesso articolo sia disponibile sulla rivista anche in lingua inglese, ampliando quindi il bacino dei potenziali fruitori ed espandendo anche ai turisti anglofoni (che sono la maggioranza degli stranieri) la promozione del territorio. Trattandosi di utenti aeroportuali, peraltro, si è in presenza di un settore turistico con una disponibilità economica medio-alta, quindi con una capacità di spesa superiore alla media e (si spera!) anche con una base culturale che li mette in condizione di ben apprezzare le tradizioni ed i prodotti grottagliesi.

 

Uno strumento di promozione da non sottovalutare quindi, che insieme agli altri già disponibili può essere un buon viatico per le vacanze natalizie oramai alle porte ed in generale per un turismo che si destagionalizzi dalla troppo inflazionata stagione estiva e che testimonia comunque dell’attenzione che Grottaglie gode anche al di fuori dei suoi confini cittadini.


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