Grottaglie: Il reparto speciale "I tagliagole"
Di Staff (del 12/07/2007 @ 10:03:23, in Cronache, letto 3422 volte)
Nei corridoi di Maristaer a Grottaglie, sono conosciuti in maniera goliardica come ‘i tagliagole’. In realtà si tratta di un reparto altamente specializzato, un gruppo di uomini in grado di affrontare le più complesse situazioni, operando in teatri internazionali particolarmente articolati. Sono i militari del 4° Gruppo elicotteri nel cui contesto è configurato il Reparto operazioni eliassalto navale, un’unità fondata nel 1994 sotto il nome di Nucleo lotta anfibia. Con l’accrescere delle esigenze di intervento della Marina militare nell’ambito di ‘Peace support operations’, la Forza armata ha introdotto una componente elicotteristica imbarcata, specializzata nelle operazioni anfibie, in grado di assicurare al reggimento San Marco una indispensabile aeromobilità. Funzionalmente e strutturalmente inquadrato nel 4° Gruppo elicotteri di Grottaglie, il Reparto eliassalto utilizza dei mezzi opportunamente riconfigurati per le svariate operazioni alle quali sono chiamati a intervenire le ‘pantere’. Cortesi e seriosi nell’atteggiamento, gli equipaggi di volo specializzati non lasciano nulla al caso. Ogni piccolo dettaglio è sempre opportunamente controllato e ciò consente di mantenere un elevatissimo grado di efficienza sia di mezzi che di uomini.

 

 

I principali compiti degli Augusta Bell AB 212 e degli Augusta Sikorsky SH-3D (mezzi in dotazione al Gruppo), si sviluppano tra il trasporto tattico di truppe e materiali e il supporto di fuoco nelle operazioni di eliassalto ed elisbarco, senza trascurare il concorso al sostegno logistico delle unità navali in mare e dei reparti della Marina rischierati. Per adempiere a tutte queste funzioni, gli equipaggi dell’eliassalto si sottopongono a una tipologia di addestramento mirata all’acquisizione di capacità d’impiego dei mezzi, sia in ambiente marino (da bordo alle Unità navali), che in ambiente terreste. Nei piani preparatori all’attività operativa sono schedulati voli tattici, operazioni con truppe anfibie e Fs (Forze speciali), impiego di armamento da elicotteri, sopravvivenza su terra e in mare e impiego degli aeromobili nelle operazioni di supporto aereo ravvicinato Cas (Close air support).

 

 

Una delle principali caratteristiche che rendono il Reparto operazioni eliassalto navale un’unità impiegabile in modo flessibile, è l’abilitazione al volo tattico con visori notturni a intensificazione di luminescenza Nvg (Night vision goggle). Il 4° Gruppo può dislocare con minimo preavviso la Sezione elicotteri, Sezelicot, del Reparto eliassalto (composta da equipaggio di volo e squadre di supporto e manutenzione), su navi anfibie Lpd (Landing platform dock) classe San Giorgio e San Giusto. Inoltre, la prontezza e l’intraprendenza di questi uomini, consente la collaborazione con le Forze speciali e con il reggimento San Marco della Marina militare, in particolare con il Gruppo operativo incursori del Comsubin, il Gruppo operativo subacqueo e Doa (Demolitori ostacoli antisbarco). Ad oggi, il Reparto operazioni eliassalto navale vanta un’esperienza operativa invidiabile, con oltre 22mila ore di volo alle spalle.

 

 

Il bagaglio del 4° Gruppo elicotteri dal 1° marzo 1976 (data della sua fondazione) ad oggi è di tutto rispetto: oltre le 72mila ore di volo e un elenco illimitato di missioni estere. La dedizione e la professionalità del personale tecnico, dei piloti, degli operatori hanno ben rappresentato l’impegno italiano e la Forza armata navale soprattutto in contesti multinazionali. Oggi, i mezzi del 4° Gruppo volano su terra e su mare in contesti joint e combined, in perfetta sintonia con le esigenze multinazionali e le collaborazioni interforze. Impegnato in ruoli di primaria importanza per necessità politico-strategiche tramite la guerra subacquea e quella antinave, il Gruppo ha una particolare modularità e flessibilità di impiego, specificità di composizione delle Sezioni elicotteri e continuità nel settore tecnico.

 

 

Tra le operazioni di particolare rilievo compiute dal 4° Gruppo ci sono molti interventi anche in favore delle popolazioni italiane colpite da calamità naturali come il terremoto in Campania e Basilicata (1980-1981) e l’alluvione nel nord Italia (1994). La particolare forza d’animo che sostiene l’operato di questi militari, ha consentito di portare a termine svariate missioni estere e di acquisire un bagaglio di esperienze riscontrabile soltanto in pochi reparti delle Forze armate. Le missioni da indicare sono tante, si parte dall’approntamento per la crisi del Golfo Persico (1990-1991), quella in Albania con il controllo dell’esodo dei profughi (1991-1995).

 

 

A seguire le operazioni: Somalia 3 (1995), Alba Neo (1997), Arcobaleno (1999), Dinak (1999), Joint Guardian (1999-2002), Stabilize Timor Est (1999-2000), l’esercitazione prontezza anfibia (2000). Quindi le missioni in Etiopia-Eritrea Unmee (2001-2002), Enduring Freedom (2001-2006), Antica Babilonia (2003), Isaf VIII (2005-2006), Mimosa 06 (2006), Leonte (2006), Isaf IX-X (2006-2007).

 

Nel futuro del Gruppo l’attenzione è puntata ai rinnovati assetti operativi, con le nuove macchine EH101 e NH 90 (che presto contribuiranno a incrementare l’operatività mediante nuovi sistemi, maggiori autonomie, diversi sensori tecnologicamente all’avanguardia), nell’ottica di una strategia operativa sempre in costante evoluzione. La Marina italiana dunque, conferma l’importante ruolo ottenuto in contesti internazionali grazie alla professionalità dei propri uomini e donne, e mantiene alto il grado di efficienza e prontezza operativa, nonostante le difficoltà di bilancio del comparto Difesa.


fonte: Pagine difesa


Gir: 24 ore su 24, 365 giorni all'anno, dalla Citta' di Grottaglie