QUANDO AVEVO LA MOKA E LA TAPPARELLA SI ALZAVA CON LA MANOVELLA. IL BLACK OUT A GROTTAGLIE
Di Enrico Carassi (del 12/04/2010 @ 09:26:31, in Editoriali, letto 3709 volte)

"Disteso tra le palme assolate di una bellissima spiaggia di Santa Cruz, sorseggio un drink e mi godo un mare paradisiaco". Poi di botto, mi cade il pestato, un ottimo Moijto, e mi accorgo di stare nel mio comodo lettuccio, nella mia città e che, sopratutto, è già lunedì mattina.

Era un sogno. Un bellissimo sogno. Ma pur sempre un sogno.

Con gli occhi semichiusi mi dirigo verso la toilette.
Odio la luce a prima mattina pertanto evito di accenderla e lascio che sia la sola luce del sole ad illuminare la casa durante il percorso della mia sveglia mattutina.

Pronto per il caffè mi dirigo verso la cucina. Aziono la rotellina della machinetta dell'espresso e vado verso la tapparella. Pigio sul pulsantino "UP". Ma non succede nulla. Non si alza. Si sarà rotta? Caspita.

Mentre vado verso la plafoniera delle luci vedo che la classica lucetta rossa, amica di mille mattine, della macchinetta del caffè espresso, non mi sorride. Si sarà rotta anche la macchinetta? Con maggiore foga e movimentazione, di mattina sono come un transatlantico nel mar piccolo, mi fiondo ad accendere le luci: nulla.
Connetto finalmente: siamo senza luce.
Non ci faccio molto caso, mi dico solo che il caffè lo prenderò in ufficio.

Scendendo le scale però mi accorgo che non potrò prendere neanche la mia autovettura: come alzo la saracinesca?

Due passi a piedi fanno sempre bene, ma di lunedì mattina, sono una tortura.

Sono sull'uscio del portone principale del mio palazzo, sento sirene suonare in uno strano "silenzio", i negozi hanno le saracinesche ancora chiuse. Capisco che la corrente elettrica è saltata in tutto il quartiere.

Mi dirigo verso il mio ufficio, e per strada, noto sempre la stessa scena: serrande chiuse o semichiuse, sirene stridule, gente per strada.

Arrivo nel mio ufficio, è tutto spento, sono tutti fermi.

C'è la fila davanti alla macchinetta del caffè, spenta.

Ci guardiamo, sorridiamo, mezzi assonnati e mezzi addormentati.

Poche le parole ma i nostri occhi parlano da soli: "Senza corrente elettrica siamo immobili, fermi, inerti."

Sbuffo e ricordo il Moijto e come me la stavo godendo in quella spiaggia di Santa Cruz.

L'arrivo del black out in un classico lunedì mattina nella piccola ma energia cittadina di Grottaglie.


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