FIERA DEL LEVANTE A BARI: TANTA CERAMICA, MA NON E' QUELLA DI GROTTAGLIE. VISITA ALLA CAMPIONARIA
Di Mariangela Martellotta (del 16/09/2010 @ 08:35:20, in Puglia, letto 4601 volte)

 

Chi non è mai stato alla Fiera del Levante?

Dall'11 al 19 settembre 2010, presso il quartiere fieristico di Bari, è in corso la 74ª edizione della Fiera, uno tra i più importanti appuntamenti fieristici dell’area mediterranea.Ci siamo  recati per un tour esplorativo all’interno di una manifestazione che chiude il palinsesto degli eventi estivi della Puglia e apre alla stagione autunnale.

Il tempo meteorologico promette bene e la folla non è molta anche se siamo già a metà mattinata.

Da Sabato – il giorno dell’inaugurazione – veniamo a sapere che sono già centinaia i visitatori giunti un po’ da tutta Italia. Il rito annuale ha visto le istituzioni nostrane davanti a una folta platea: a presenziare il Presidente della Regione, Nichi Vendola, il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, ovviamente il Sindaco di Bari Michele Emiliano e molte altre autorità locali.

I motti che ornano gli stand pubblicitari lungo le vie baresi e agli ingressi dell’area hanno tutti uno spiccato senso olistico : “una fiera più grande per una comunità senza confini”, “un contenitore di opportunità” etc…

Leggiamo un trafiletto da una rivista che dice della Fiera:
Con un occhio sempre più attento all'est Europa ed al vicino Oriente, la Fiera del Levante ha cercato di essere uno strumento efficace per la trasmissione di saperi e per la circolazione di genti e merci tra i paesi del bacino del Mediterraneo.

Fra gli oltre 800 espositori con relativi stand divisi per 6 saloni specializzati (o fiere di settore) e dalla presenza di oltre 40 Paesi, uno dei protagonisti è la cultura. Le fiere di settore che si possono visitare durante l’orario che va dalle 9 alle 20:30 sono: Agrimed (Salone della promozione agroalimentare delle regioni), Business Centre (Salone dei servizi reali per le imprese e le famiglie), Edil Levante Abitare (Salone di materiali, attrezzature ed impianti per l'edilizia abitativa), Galleria delle Nazioni (Rassegna di oggettistica, moda e accessori moda dell'artigianato estero), Motus (Salone dell'Auto, Moto e Accessori), Salone dell'arredamento (Mobili, complementi e soluzioni per arredare).

Rimaniamo un po’ perplessi da un’apparente disorganizzazione: mancanza di percorsi preferenziali da seguire che creano ingorghi fra i visitatori che si incrociano, alcune hostess (sarà stato un caso ma proprio quelle che abbiamo incrociato noi) disinformate, lunghe code ai pochi bagni disponibili – mediamente durante la giornata per accedere ad una toilette si aspettava in coda dai 15 ai 20 minuti per le donne e 10 per gli uomini –, prezzi piuttosto elevati dei generi alimentari venduti nei bar e nei ristori autorizzati (dai 5 euro di un kebab ad una media di 1 euro per una bottiglia da 500 ml di acqua) quando invece ci si aspetterebbero degustazioni e prodotti enogastronomici a prezzi di favore visto l’evento, caldo opprimente nei padiglioni illuminati ancora con lampade non proprio di ultima generazione – a svalutare un po’ il senso di modernità e avanguardia che gli organizzatori vorrebbero dare –. Tutto sommato l’intera giornata trascorsa nella Fiera del Levante risulta mediamente piacevole e vale comunque la pena stancarsi un po’ per vedere insieme realtà provenienti da quasi tutto il mondo. L’intero padiglione (n.172) è destinato alla Francia e alle sue produzione artigianali: dal tessile della Provenza, ai saponi e ai profumi della Marsiglia fino all’enogastronomia della Linguadoca.

Il 14 si terrà “Olandiamo in Puglia”, organizzata dalla Fiera assieme all’Ambasciata e al Consolato dei Paesi Bassi.

In effetti non vi aspettate troppe innovazioni tecnologiche se siete cultori di qualche particolare materia perché qui si tratta ormai di commercio puro. Comprare è inevitabile, si possono trovare occasioni che vanno dall’artigianato, all’abbigliamento fino anche ai contratti telefonici promozionali che diverse compagnie promuovono solo per il periodo espositivo. Il settore arredamento fa sognare gli amanti della casa e offre spunti originali a cui ispirarsi semmai il costo di un oggetto di design fosse davvero inaccessibile.

Esperti e curiosi potranno seguire conferenze su diversi argomenti di cui quest’anno la Fiera si occupa – noi abbiamo optato ad esempio per quello sugli OGM, per sapere qualcosa di più di prodotti che prima o poi invaderanno le nostre tavole ma dei quali non si è a conoscenza dei rischi e delle virtù –.

Ogni tanto una sosta è d’obbligo e per fortuna panchine e appoggi non mancano, e neppure cestini per la raccolta differenziata.
Proseguiamo e notiamo, entrando nel salone dedicato alla Puglia delle teche in vetro con all’interno oggetti in ceramica, maioliche, terracotte. Si tratta di oggetti artigianali della zona del barese e del Salento.

Avremmo voluto vedere anche il nome di Grottaglie ma purtroppo anche quando ci avviciniamo ai bellissimi pumi esposti scopriamo che non sono quelli del nostro paese ma di altri artisti-artigiani. Speriamo il prossimo anno di vedere una bella delegazione di grottagliesi!

Singolare mostra quella organizzata dalla Banca Popolare di Bari, “Cibarsi d’arte tra piacere e disgusto”, dove poter vedere opere del calibro di Daniel Spoerri o Ennio Bertrand.

Da vedere lo stand della Provincia di Bari che si presenta con un abito internazionale di vetrina per l'arte e la cultura ospitando venti serigrafie dell'icona dell'arte pop Andy Warhol.

Emozionante lo stand dedicato alla musica – in particolare l’area dove sono esposti vinili da collezione ormai d’epoca – dove poter ascoltare esecuzioni in filodiffusione dai clavicembali alle chitarre elettriche e avere news su scuole di teatro, danza e conservatori sparsi per l’Italia.

Da non perdere lo stand della Zecca di Stato dove sono esposti pezzi unici e in tiratura limitata della vecchia lira e della storia del conio ma non solo.

Da segnalare, per il sociale, lo stand messo gratuitamente a disposizione per la delegazione di Funowi, un’organizzazione riconosciuta dal governo keniota e dall’Ambasciata d’Italia nel quale poter vendere alcuni prodotti il cui ricavato sarà destinato ai bambini orfani e alle vedove.

Occhio dove mettere i piedi: malgrado gli intenti, la manutenzione per rendere accessibili alcuni padiglioni in surroga a quello ufficiale a cui è stato dato fuoco a Maggio di quest’anno e che non è stato possibile aprire al pubblico, non è bastata e si corre il rischio di inciampare nei tappeti che coprono i pavimenti dello stand delle Nazioni. Salutiamo la Fiera del Levante verso sera e consigliamo anche ai non amanti della confusione di andarci fiduciosi perché qualche occasione per cui valga la pena recarvisi la troveranno!


Gir: 24 ore su 24, 365 giorni all'anno, dalla Citta' di Grottaglie