LI VURTAGGHIE: COSMOS 1402, IL SATELLITE CHE NEL FEBBRAIO DEL 1983 FECE TREMARE GROTTAGLIE
Di Angelo Nacci (del 05/02/2014 @ 07:28:07, in Li Vurtagghie, letto 3189 volte)

Ci sono eventi che sembrano anni luce lontani da noi ma che a volte possono venire a turbare la nostra tranquillità improvvisamente, senza alcun preannuncio rendendoci tutti insieme più solidali, uniti, ma allo stesso tempo impotenti di fronte ad un qualcosa che esula dalle nostre volontà, generando a volte situazioni di vero e proprio panico collettivo. Ed allora vi racconterò una storia realmente accaduta i cui risvolti allarmistici interessarono e non poco la nostra cittadina.

Questa storia avvenne esattamente a cavallo tra gennaio e febbraio del 1983. Durante il telegiornale della sera il giornalista della RAI lesse una notizia appena arrivata secondo cui un satellite sovietico avrebbe dovuto impattare il suolo terrestre da lì a 72 ore. Il giorno dopo la notizia cominciò ad essere sempre più allarmante grazie all' intervento di scienziati che dicevano come bisognava comportarsi nel caso ci si trovasse vicini all'area d' impatto.

Ricordo che andavo ancora alle elementari e tra i bambini, i genitori ed i maestri non si faceva altro che parlare solo del satellite. “Ma ci cate sobbra alli Vurtagghie ce succete?” chiedeva uno, “Murimu tutte”, rispondeva l' altro, “E ci cate sobbra a Taranto?”, e l' altro “Scoppia Taranto!”. Gli adulti erano ancora più preoccupati ed allarmati:” Ticiunu alla televisione ca ci cate lu satellite vicinu a nnue, ni ma livà tutti li rrobbe ti nqeddu, ca so radiattive...”, interpretando ognuno a suo modo le direttive che davano gli scienziati in televisione.

I più critici seguivano l' evolversi ora per ora grazie alle continue edizioni degli speciali in TV :”Li scienziati ticiunu ca ha catè sobbra all' Oceano Indiano, no vi proccupate!” ed in realtà erano più impauriti degli altri.

 



Infatti i Sovietici affermavano che secondo i loro calcoli il satellite sarebbe dovuto cadere nell' Oceano Indiano al largo dello Sri Lanka. Ma il problema era un pochino più intricato. Gli impatti previsti col suolo terrestre erano in realtà due.

Il primo era il crash atteso per i reattori che non erano riusciti a portare il nucleo del satellite fuori dall’ atmosfera. Il secondo era rappresentato proprio dal nucleo del satellite, che sarebbe caduto qualche giorno dopo e che era quasi impossibile calcolarne la sede. Gli Americani dicevano che il nucleo sarebbe potuto cadere in Asia, negli USA, in Australia, in Africa o sulla stessa Europa. Ed era propria quest' ultima possibilità che giorno dopo giorno prendeva più corpo ed allarmava sempre più la gente.

I reattori come previsto caddero ad un centinaio di chilometri dall’ isola Diego Garcia, nell’ Oceano Indiano, esattamente il 23 gennaio del 1983. Ma l’ evento più atteso e temuto doveva ancora arrivare. Le ultime previsioni prevedevano il passaggio del satellite lungo una traiettoria passante per Argentina, Oceano atlantico, Africa Settentrionale, Italia meridionale, Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia e poi su per i paesi baltici.

 



Durante questo tragitto avrebbe potuto impattare il suolo in qualsiasi momento. Quindi a breve sarebbe passato proprio sopra le nostre teste, a Grottaglie e nella peggiore delle ipotesi avrebbe sprigionato sul suolo pugliese una notevole quantità di radiazioni. C'eravamo quasi, era giunta l' ultima sera. Intorno alle 03:00 del mattino era previsto l' impatto.

La gente nelle case rimase riunita fino a tardi senza andare a letto. Si erano create anche situazioni tragicomiche del tipo “Ahè ma Ggiru com' è ca non c'è sutu filo ti intra a casa osce?” diceva una signora ad un'altra “Ha dittu ca vo passa l' ultima sera ti vita intra a casa” rispondeva seria e preoccupata l' altra.

Tra ragazzini si parlava e si facevano tante ipotesi fantastiche salutandosi poi quasi fosse stata l' ultima volta. Forse un forte boato quella notte avrebbe potuto svegliarci tutti o addirittura ucciderci. Ma, come era prevedibile, non successe assolutamente nulla. Il mattino dopo a scuola tutti ad esultare per essere ancora vivi.

Ma il satellite? Che fine aveva fatto? I primi telegiornali dissero che si era schiantato tra la Cecoslovacchia e la Polonia subito dopo aver superato l' arco Alpino. Come per dire, ormai noi Italiani siamo salvi, degli altri che ci importa? In realtà i fatti andarono diversamente in quanto quel satellite non sorvolò mai l' Italia ma si disintegrò a contatto con l' atmosfera terrestre sopra all' isola di Ascensione nell' Oceano Atlantico meridionale.

L’ avventura spaziale del satellite spia sovietico Cosmos 1402 si concluse esattamente la notte del 7 febbraio del 1983 senza lasciare alcun segno di sé.

 

 

immagine: www.svengrahn.pp.se


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