SAN CIRO 2011, LA GRANDE FESTA: : ANCHE LA SESTA EDIZIONE DI “MEDICI PER SAN CIRO” PREMIA UNA DONNA
Di Carlo Caprino (del 29/01/2011 @ 23:01:54, in Tradizioni, letto 3384 volte)

Sei su sei, un “en plein” che va a tutto merito delle giovani studentesse grottagliesi e del loro impegno nelle università di tutta Italia. Anche la sesta edizione di “Medici per San Ciro” ha visto infatti la proclamazione come vincitrice di una donna, e più precisamente della dottoressa Fabiana Galeone, classe 1985, laureata con la votazione di 110 e lode presso l’Università di Perugia con una tesi su “Tiroide e Gravidanza”.

A decidere a chi assegnare l’ambito premio è stata l’età dei candidati, poiché anche gli altri due partecipanti, la dottoressa Daniela Laino ed il Dott. Andrea Mazza, potevano vantare la stessa lusinghiera votazione di laurea della vincitrice. A tutti e tre i giovani medici sono andati, oltre che gli applausi del pubblico, anche i complimenti della commissione giudicatrice; alla vincitrice è stato inoltre consegnata la borsa di studio di 1000 euro messa in palio dal comitato organizzatore, mentre gli altri due candidati hanno ricevuto un oggetto in ceramica quale tangibile segno di apprezzamento del loro impegno.

La serata è stata aperta da don Eligio Grimaldi, parroco della chiesa matrice e assistente spirituale della ONLUS “Medici per San Ciro”, che ha ricordato come “compito e dovere di un medico sia quello porre al primo posto del suo agire l’attenzione verso il malato ed i sofferenti” evidenziando come oggi i progressi della scienza e della conoscenza consentano di “cercare insieme - attraverso lo studio e la ricerca - le vie necessarie per una sempre migliore assistenza”.

 

 

 

Il dott. Salvatore Lenti, medico grottagliese operante ad Arezzo e presidente di “Medici per San Ciro”, ha poi voluto ricordare al numeroso pubblico presente come la serata fosse dedicata al ricordo del dott. Ciro De Roma, ricordando il suo contributo umano e professionale di medico a servizio dei grottagliesi e consegnando al figlio un piatto in ceramica ed un attestato a testimonianza dell’affetto dei suoi colleghi.

Luciano Santoro, assessore alle politiche sociali del Comune di Grottaglie, ha ringraziato per il loro impegno tutti i membri della neonata ONLUS, sottolineando come l’appuntamento oramai consolidato con “Medici per San Ciro” consenta di “arricchire la festa patronale con una riflessione laica e civile, premiando i giovani talenti espressi dalla città”. La parola è poi passata al dott. Pasquale Galletto, che dopo aver premiato la vincitrice e gli altri candidati, li ha spronati ad “essere sempre amabili e disponibili con i pazienti, anche con quelli un po’ più impegnativi, raccomandando di mettere sempre l’analisi clinica al primo posto”.

La vincitrice del concorso ha poi letto un breve estratto della sua tesi, concludendo il suo intervento con l’invito ad essere “medici come San Ciro” rivolto a sé stessa ed ai suoi colleghi.

 

 

 

E’ stata poi la volta delle relazioni presentate dai presenti al convegno, imperniate sul tema “Malattie Rare, il mondo dei Fragili”, che – nonostante due assenze di rilievo a causa di motivi personali e di salute – non hanno mancato di coinvolgere i presenti.



Emozionante la testimonianza del dott. Massimo Quaranta, papà della piccola Serena, e ricco quello della dottoressa Giuseppina Annicchiarico, nota pediatra cittadina e responsabile del Coordinamento Regionale Malattie Rare che, dopo aver brevemente accennato alle motivazioni che l’hanno portata ad occuparsi di questo universo tanto vasto quanto poco conosciuto, ha evidenziato le dinamiche sanitari e psicologiche che si innescano tra paziente, familiari e medici alle prese con una malattia rara, dettagliando poi l’attività della Puglia in questo campo.

 

 

 

E’ emerso dalla sua relazione che sono circa 6000 le malattie rare attualmente censite in tutto il mondo, e che sul totale di 500 riconosciute come assistibili dalla legislazione sanitaria nazionale, quasi 200 sono state diagnosticate a pazienti pugliesi e sono quindi curate e monitorate a livello regionale, grazie anche all’impegno del Coordinamento Regionale Malattie Rare che – caso unico in Italia – contra nel suo organico non solo 9 tecnici ma anche un rappresentante delle associazioni dei malati e dei loro familiari.

Tra le attività del Coordinamento, anche l’istituzione di un registro regionale per seguire in maniera puntuale il decorso delle malattie diagnosticate, e l’istituzione di un numero verde telefonico a disposizione dei cittadini per ottenere informazioni e chiarimenti.


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