TI LA 'MMACULATA LI MA FA
Di Staff (del 08/12/2007 @ 12:33:04, in Tradizioni, letto 2627 volte)

Consuetudine più che tradizione vuole che a Grottaglie il Natale inizi il giorno dell'Immacolata.
Per Natale intendo tutto il can can che questa festa ricca di business (oggi) e ricca di misticismo e religione (ieri) porta con sè, e non quindi solo il giorno di Natale.

Da sempre con la frase "A Natale faremo questo" o "Sta arrivando Natale" o "Si pensa a Natale" si è sempre voluti intendere il [i]periodo[/i] e non solo il giorno di Natale.

Dicevo quindi che a Grottaglie il Natale, inteso appunto come periodo di festività natalizie, parte il giorno dell'Immacolata Concezione.

Devio un attimo il discorso specificando per esempio che "la partenza delle feste natalizie" a Taranto si ha nel giorno di Santa Cecilia.

Qualunque sia la data o il giorno della partenza di questo can can natalizio, una cosa è certa: in quel giorno si fa l'albero, il presepe e si addobbano stanze e giardini.

Da sempre quindi nel giorno dell'Immacolata, 8 dicembre, le case grottagliesi si sono riempite di colori e addobbi in stile Santa Claus!

Erano sempre impasienti i bimbi che molti giorni prima speravano di convincere i genitori a fare l'albero. A fare il presepe. Ma la risposta era sempre un secco: "Ti la mmaculata li ma fa. Como dice la tradizione vurtagghiese"

Il sentimento, la passione, la voglia verso questi piccoli gesti faceva crescere sempre di più nei bimbi ma anche negli adulti la consapevolezza che sarebbe stato un giorno particolare.

Sveglia di prima mattina nonostante il calendario segni rosso.
Via tutti alla pineta, a Paparazio ma meglio a Frantella... Qualcuno si spinge addirittura verso le Macchie di Martina. Per fare cosa?
Alla ricerca del muschio perduto! Altro che Indiana Jones e le sue pietre da quattro soldi!

Con le scatole di cartone delle scarpe comprate al mercato settimanale del giovedi i bambini andavano accompagnati dai lori genitori, per lo più il babbo, perche la mamma doveva cucinare in questo grande giorno di festa, visto che come tradizione vuole i pranzi vurtagghiesi nelle feste sono sempre sfarzosi e sopratutto ricchi di ogni ben di dio.

Muschio a volontà. Qualche pietruzza per dare un tocco di realismo al presepe e via.
Ah no... e le cipodazze delle macchie? Qualcuna piccoletta non la vogliamo prendere?
Si certo che si.

Giunti a casa subito a fare tutto. Albero e presepe. Si scartano tutti gli omini in terracotta ( per chi è fortunato) o in plastica ben decorata (per gli altri)... Come al solito le soprese sono sempre a portata di omino.
"Naaa.. ma questo da dove salta fuori? Questo pastore non me lo ricordo proprio. E propria bello!"
"Che bella questo gesù bambino.. Ma cosi era pure l'anno scorso?"

Le risposte appaiono scontate: il pastore certo che gia c'era, e gesù bambino certo che era cosi. Non mutano mica durante l'anno mentre sono conservati nei loro scatoli!
Ma è la gioia, la sopresa, la voglia di fare l'albero e il presepe che ci va vivere e vedere le cose da un ottica diversa. Sempre ricca di inventiva e amore.

Mettilo sulla capanna, spostatelo vicino al fiume, posizionalo affianco al pastore.
Fare il presepe diventà un divertente progetto di creatività.
Tutti si sbizzariscono.

"Uffa, è caduto! Non si mantiene!"

La classica frase che il bambino esclama alla fine del Presepe. Il pastore con la pecorella sulle spalle non ne vuole proprio sapere di restare in piedi.

Il presepe è finito. Si nasconde subito gesù bambino. Lo si "occulta". Visto che ancora non è nato.
C'è chi usa il cotton fiocc (simulando la neve).. c'è chi usa il muschio (simulando la paglia nella stalla)..purchè lo si nasconda tutto va bene.

Tocca all'albero.
Palle, palline, stelle, stelline. Di tutto di più. Palle rotonde, sferiche, squdrate e sagomate.
Luci a volontà. Intermittenze e fisse.
E poi lui... anzi lei...
La Punta.
La punta dell'albero.
L'ultimo pezzo di questo magico momento.
Li in cima all'albero, alla punta, viene piazzato un decoro particolare che è l'apice di tutto l'albero.

E fatta...l'albero e il presepe sono fatti. Ci siamo quasi...
cosa manca?

Ma le palle colorate sul balcone.
Corri..trova una doppia presa (che non ce mai)... si provano.. non accendono.. il bimbo si intristisce... sembra quasi che non gli importi piu nulla.. quasi piange... ma il babbo subito si rende conto che una lampadina si è bruciata, la cambia in un batter d occhio e click: le luci si accendono e magicamente torna immediatamente il sorriso su quel bambino.

Un sorriso che non perderà mai, neanche per un momento, per tutto il periodo delle festività natalizie.

Un bambino degli anni 80 nel giorno dell'Immacolata Concezione a Grottaglie.


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