TENDOPOLI DI MANDURIA: "GLI OSPITI" ARRIVATI SONO 3.300. AD OGGI NE RESTANO 1.000. A SPASSO IN 2.300 CIRCA
Di Francesco Calzolaio (del 05/04/2011 @ 11:45:57, in Taranto, letto 1928 volte)

Sulle pagine del Quotidiano di Taranto di oggi l'ex sindaco di Manduria Tommasino parla della tendopoli pugliese usando termini come “laboratorio” e “sperimentazione (fallimentare)”. Parole condivisibili e ben verificabili: in un laboratorio e durante una sperimentazione si osservano situazioni in evoluzione, così anche a Manduria ogni giorno non è mai uguale al precedente e presumibilmente neanche al successivo.

 

 

Durante la notte tra domenica e lunedì gli “ospiti” del Centro – non tutti, circa duecento – hanno cominciato a rendere visibili le loro aspettative e volontà (che legittimamente devono manifestare, anche se non Italiani in terra italica) valicando i cancelli per spostarsi sul campo che si trova sull'altro lato della strada a distanza di pochi metri dall'ingresso della loro oramai “abituale residenza”. È una manifestazione per chiedere che la situazione cambi al più presto e che venga loro rilasciato il permesso temporaneo al quale i richiedenti la Protezione internazionale hanno diritto (quello che intanto permette di lasciare il campo per 12 ore, poi, diventando effettivo, la tendopoli definitivamente). Si dorme all'ombra degli ulivi, su giacigli improvvisati ai quali si sono ben abituati da quando sono in Italia, al mattino si stendono le coperte sui muretti a secco per asciugarle dall'umidità notturna, si chiacchiera, si bivacca, si inganna il tempo sotto il sole di aprile.

 

 

Nuove esigenze si fanno avanti, a cominciare da quelle alimentari. E così la strada per Oria diventa un passeggio, un corridoio assolato lungo il quale ci si incammina per raggiungere qualche supermercato e si ritorna con le buste della spesa. Ma non solo, un ragazzo di 22 anni spiega di avere un problema perché dovrebbe ricevere dei soldi dalla madre in Tunisia ma non sa dove poterli riscuotere, la polizia ovviamente non può occuparsi di ciò e praticamente gli unici contatti degli “ospiti” sono con le forze dell'ordine. Anche per lui sarà necessario andare a Oria.

 

 

Sono davvero in tanti i ragazzi (per quanto difficile sia fare delle stime, si può ipotizzare che l'età media sia sui 30 anni), camminano ordinati seguendo i bordi della strada, alle volte si fermano all'ombra degli alberi, poi riprendono il percorso, alcuni chiedono dei passaggi; da soli, in coppia o in piccoli gruppi. Malgrado gli occhi di tanti siano intorbiditi dalla stanchezza, basta incrociare il loro sguardo per ricevere un saluto. Sono tanti, un'invasione, uno “tsunami”, ma non fanno per niente paura. Cercano di dimostrare e mostrare di essere esseri umani.

 

 

Stime recenti parlano di poco più di 1000 “ospiti” rimasti presso o nei pressi del Centro, ufficialmente ne sono stati portati in tutto 3300 e il conto è facile: ci sono a spasso circa 2300 immigrati. Una notizia relativamente positiva è quella della nuova destinazione della nave Clodia, prevista per oggi in arrivo al porto di Taranto con oltre 1000 nuovi “ospiti” ma dirottata verso un altro porto del mar Tirreno. In tutto ciò la comunità locale cosa fa? Già parlammo di aiuti a chi dal Centro si dirigeva verso la stazione di Oria, pure accennammo alle ronde di zelanti cittadini che riportano i fuoriusciti al centro per assicurare alle forze dell'ordine dei pericolosi criminali senza crimine. Un ragazzo italiano ci ha raccontato di una nuova iniziativa della quale è involontariamente venuto a conoscenza. Lavorando nei pressi del Centro, ne vede di tutti i colori, e gli capita anche di ascoltare discorsi dalla “dubbia moralità”. In pratica, il nostro amico ci racconta di aver personalmente ascoltato una conversazione durante la quale cittadini italiani proponevano a “ospiti” determinati a lasciare il Centro un passaggio verso Bari o Taranto alla modica cifra di (rispettivamente) 800 e 300 euro, a testa ovviamente. Mica male, e poi si parla di mancanza di spirito imprenditoriale! Non solo, lo zelo parassitario conosce anche una certa organizzazione dato che il nostro involontario osservatore ha notato che in corrispondenza delle fughe di massa dalla tendopoli compaiono delle automobili, sempre le stesse. Cosa faranno mai? In linea di massima non possiamo non considerare come la comunicazione e il reperimento delle informazioni siano sempre più difficili. Le forze dell'ordine non possono più rilasciare dichiarazioni, non un numero, non una considerazione, c'è un addetto stampa introvabile al quale tutti rimandano. L'unica informazione che riusciamo a strappare ad un agente della Polfer è la conferma del fatto che non un episodio di danneggiamento o di offesa a persone o cose si sia ancora verificato.

 

 

In ultimo, c'è da riferire che Oria adesso sta davvero cambiando aspetto: i segni della strana avventura che incombe sulla cittadina cominciano ad essere evidenti soprattutto nella presenza (adesso massiccia e ben visibile) di cittadini stranieri in tutti gli angoli, le strade e le piazze dal centro fino alla stazione. Passeggiano, si incontrano tra di loro, siedono sulle panchine, “stanno”, passano il tempo, comunicano, come nessun Italiano sembra fare con loro. Siamo ancora nel pieno di una vicenda inimmaginabile e imprevedibile, il tempo mostrerà il resto (mai noi non siamo gli spettatori).


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