LI VURTAGGHIE: "A MENZANOTTE ESSE LA PRUCISSIONE TI LI ANIME TI LU PRIATORIO'"
Di Angelo Nacci (del 01/11/2011 @ 15:49:37, in Li Vurtagghie, letto 2492 volte)

Il 2 novembre è il giorno della Commemorazione dei Defunti. Ricordo che da bambino il numero delle automobili che circolavano a Grottaglie era decisamente più basso rispetto ad oggi. Molta gente quindi per recarsi al camposanto usufruiva dei mezzi pubblici, o meglio, dell' unico mezzo pubblico disponibile che era il Miccolis, l'autobus cittadino.

 

 

Poterci salire e soprattutto poterci rimanere dentro in piedi, schiacciati dalla calca, era un'impresa ardua.

 

Altre due cose ricordo di questo giorno che mi rimanevano impresse. In primis i lumini rossi (“li lampini”), che venivano accesi davanti ad una foto rigorosamente in bianco e nero di parenti defunti. Era molto curioso il disegno che questi lumini avevano impresso: santi, agnelli, ecc. L'altra cosa che mi incuriosiva è che durante questo giorno si mangiavano dei dolci, molto semplici fatti di uova e farina. Si trattava spesso di biscotti molto simili ai savoiardi che mi venivano offerti insieme ad una bella tazza di cacao caldo. Forse esagero a dire che aspettavo proprio il giorno dei morti per mangiarmi questo tipo di dolci, ma diciamo che l'attesa c'era.

 

La consuetudine di preparare i dolci era considerata “una buona creanza” da parte delle massaie grottagliesi. Infatti proprio nel giorno dei morti facevano visita al vicinato ed ai parenti per portare loro questi dolci preparati in casa. Da questo deriva appunto “la crianza” che si fa a casa delle persone che hanno appena subito un lutto in famiglia portando loro dello zucchero, della pasta, del caffè o altri alimenti di prima necessità.

 

 

Molte di queste usanze comunque penso ci siano anche oggi. Mi piacerebbe però focalizzare l' attenzione su un aspetto forse meno conosciuto legato a questo giorno: “la processione dei morti” o come si dice a Grottaglie “la prucissione ti lì anime ti lu Priatorio” (la processione delle anime del Purgatorio). Secondo la tradizione popolare questa processione di spiriti avrebbe inizio a partire dalla mezzanotte del primo novembre dal Camposanto. I defunti uscendo come spiriti dai loculi si radunerebbero davanti al cimitero formando una sorta di processione.

 

 

Tale processione però non sarebbe visibile a tutti ma solo ad alcuni che a breve ne verrebbero a fare parte, cioè destinati a morire in un arco di tempo di circa tre mesi. La processione dei defunti che in mano portano una candela e cantano canzoni sacre udibili come un continuo lamento si dirige poi verso il paese girando per le strade fino a radunarsi nella chiesa più vicina, a Grottaglie riconosciuta come la Chiesa Madre.

 

Al loro passaggio sono visibili particolari fenomeni atmosferici come una pioggerelina e dei piccoli mulinelli ventosi. Accanto a loro spesso si formerebbero dei piccoli gruppi di cani che emetterebbero uno strano latrato. Nella tradizione nella notte tra il primo ed il due novembre era buona usanza accendere delle candele sul davanzale delle finestre per rispetto nei confronti di queste anime. Il consiglio a chi dovesse imbattersi a vederle o a riconoscere un proprio caro defunto è sempre stato quello di tacere e di non parlare: pena la perdita improvvisa della voce o addirittura la morte.

 

Nella credenza popolare un chiaro segno del passaggio degli spiriti era lo “sbuffare” di muli e cavalli. Si narra che in un paese del Salento un contadino vide di notte la processione dei morti e la seguì fino all' ingresso nella vicina chiesa. Gli spiriti si accorsero della sua presenza ad uno di loro gli porse la sua candela. Subito dopo gli spiriti scomparvero per disperdersi nelle vie del paese ed il contadino si accorse che ciò che aveva in mano non era una candela ma un osso. Morì da lì a breve. Si dice che subito dopo la preghiera in chiesa le anime si dirigono successivamente ognuna presso l' abitazione dei propri cari. La presenza dello spirito verrebbe avvertita dai familiari come un brivido freddo che decorre lungo la schiena.

 

Ci sono alcuni nostri concittadini che sostengono di aver visto passare di notte la processione dei morti. Lo sosteneva con fermezza una mia prozia che di notte udì degli strani rumori. Sembrava un suono tipo la processione dei Misteri. Udì il classico rumore della “troccola” e sentì subito dopo una voce che diceva “Avanzamo...”. Si affacciò e vide una moltitudine di spiriti dai lineamenti somatici poco caratterizzati come se fossero degli “scheletri viventi”, senza naso.

 

 

La mia prozia, persona normalissima che non aveva mai presentato in vita sua alcun episodio di delirio, pur riconoscendo l' impossibile veridicità della cosa veduta, l' ha sempre confermata fino alla fine. Morì molti anni dopo alla veneranda età di 97 anni. Probabilmente per molti e soprattutto per chi ci crede, in particolar modo per coloro che hanno una ferrea fede cristiana possono entrare in gioco fenomeni di suggestione tali da ingannare anche i propri sensi. La processione dei morti rimarrà sempre un mistero e sarà visibile solo a chi vorrà vederla. Come si dice a Grottaglie “Li vete sulu a ci crete!”.


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