CRISI FINMECCANICA, A RISCHIO ANCHE L’ALENIA A GROTTAGLIE?
Di Francesco De Angelis (del 23/11/2011 @ 16:36:31, in Economia, letto 2127 volte)

Che il valore della borsa sia in calo anche oggi, non è una novità; si potrebbe erroneamente pensare che questo sia un problema che riguarda solo gli operatori del mercato azionario, che nell’immaginario comune sono dei “brutti ceffi”! Ma proprio come i maggiori interessi che noi italiani paghiamo rispetto ai tedeschi (misurato attraverso lo spread BTP-BUND) ha comportato un radicale cambiamento nella compagine governativa italiana (oltre ad un aumento delle tasse e dei tagli alla spesa pubblica), così noi grottagliesi potremmo prevedere delle forti ripercussioni sull’economia locale causate dall’andamento del valore di mercato del gruppo Finmeccanica, secondo solo a FIAT come grandezza tra i gruppi italiani.

Il valore di mercato del gruppo si è ridotto di oltre la metà da inizio anno, e solo nell’ultima settimana addirittura di un terzo. Potremmo erroneamente pensare di essere addolorati soltanto per le decine di migliaia di dipendenti che lavorano in questo gruppo e di essere soltanto dispiaciuti per il fatto che il 30% del gruppo è posseduto dalla Stato italiano se non fosse che il gruppo Finmeccanica controlla anche Alenia, che come tutti sanno opera nell’aeroporto di Grottaglie.

 

 

Nel solo stabilimento grottagliese, la società da occupazione a circa 700 unità, impiegate nella costruzione dell’aereo ultraleggero dei sogni (come viene definito dagli esperti) nella commessa per la Boeing, e a questo punto, potremmo ingenuamente dare la colpa agli speculatori per l’andamento ribassista del titolo sperando che tale situazione non avrà nessun impatto occupazionale sul gruppo; purtroppo, ci sono due elementi che non ci permettono di propendere su questa ipotesi più “ottimista”.

Il primo elemento è l’andamento reddituale del gruppo, a dir poco disastroso, registrato dal “resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2011” e facilmente consultabile nel comunicato pubblicato sul sito ufficiale del gruppo. Nella premessa del comunicato si legge come, “il resoconto intermedio di gestione è stato influenzato principalmente dalle mutate condizioni dello scenario di riferimento, oltre che da adeguamenti del capitale investito e accantonamenti per rischi connessi alla gestione di determinate commesse, in particolare per i settori Aeronautica e Trasporti”.

 

 

Sempre per quanto riguarda il settore aeronautica, quello dell’Alenia, si legge come “le principali linee di intervento identificate riguardano, in sintesi, i seguenti elementi: Ristrutturazione dei settori Aeronautica e Trasporti e riorganizzazione del settore Elettronica per la Difesa e Sicurezza”. Ancora più interessante leggere come per “l’Aeronautica è stato approvato e avviato un piano (siglato l’8 novembre scorso con le organizzazioni sindacali) volto a risanare e rilanciare il settore, attraverso la riduzione della forza lavoro, la ristrutturazione delle attività di produzione e di ingegneria e la razionalizzazione della Supply Chain al fine di ridurre i costi esterni.

La domanda nasce spontanea: come dare credito alle voci su possibili nuove assunzioni da parte dell’Alenia se qui c’è scritto l’esatto opposto?

 

 

Per giunta si rileva come “il Consiglio di Amministrazione ha infine deciso di contabilizzare nei risultati dei primi nove mesi del settore Aeronautica oneri di natura non ricorrente pari a 753 milioni di euro, connessi al programma B787, al fine di tener conto di nuovi e recenti eventi che hanno modificato lo scenario preesistente”, il programma è proprio quello che si sta realizzando all’aeroporto di Grottaglie. Tutto ciò può essere sintetizzato con l’obiettivo dichiarato dal gruppo di ridurre i costi e rivedere al ribasso la stima sui ricavi futuri.

I numeri risultano ancora più impietosi, “gli ordini sono pari a 10.638 milioni di euro, rispetto ai 13.479 milioni dei primi nove mesi del 2010. I miglioramenti nell’Energia (contratti in Turchia e Algeria) e nell’Aeronautica (maggiori ordini nei velivoli ATR e nei programmi B787 e A380) compensano parzialmente la contrazione negli Elicotteri, nell’Elettronica per la Difesa e Sicurezza e nei Trasporti” vale a dire che l’Alenia subisce le forti contrazioni negli ordinativi degli altri settori del gruppo Finmeccanica nonostante la stessa registri una sua crescita nei suoi ordinativi.

Così si giunge ad un risultato netto di gruppo al netto dell’operazione di cessione straordinaria di Ansaldo Energia di -767 mln € al 30/09/2011 rispetto a +321 mln € dello scorso anno, un indebitamento finanziario netto pari a 4.665 milioni di euro rispetto ai 3.133 milioni registrati al 31 dicembre 2010.

 

 

Una situazione complessa confermata dai voti assegnati dalle società di rating: BAA2 outlook stabile (Moody’s), BBB outlook negativo (Fitch) e BBB outlook negativo (Standard and Poor’s), rating inferiori a quelli conseguiti dalla nostra banca locale di riferimento. A complicare una situazione già iper-complessa, ci si mette anche una gestione amministrativa basata su presunte irregolarità, pagamento di tangenti, come sta emergendo in questi giorni dall’inchiesta ENAV.

Si potrebbe erroneamente pensare che a subire le conseguente dei loro gesti siano le persone fisiche che materialmente hanno pagato e incassato le tangenti se non ci fosse il decreto legislativo n. 231/2001 sulla "Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300". Cosa stabilisce questa normativa? Che la società (personalità giuridica) risponde degli atti illeciti commessi dai suoi amministratori (personalità fisica) se effettuati a vantaggio della società e se la stessa società non riesca a dimostrare che aveva un’organizzazione in grado di prevenire tali irregolarità, impossibile da fare se si dimostra che effettivamente c’erano fondi neri nelle fatture gonfiate sugli ordinativi del gruppo Finmeccanica.

La situazione è delicata e la nostra comunità, in quanto portatrice di interesse esterno (stakeholder), dovrebbe monitorare e chiedere conto a chi di competenza su questa situazione che rischia di essere la mazzata finale per una situazione economica locale al limite del collasso.


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