ECOGIR: PROSEGUE LA RACCOLTA DI FIRME PER LA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE SULL’AMIANTO
Di Carlo Caprino (del 29/11/2011 @ 07:03:26, in ecoGir, letto 1290 volte)

Prosegue la raccolta firme per promuovere la legge regionale di iniziativa popolare sull’amianto. Con questa proposta di legge popolare si da concreta attuazione alla legge 27 marzo 1992, n. 257 (Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto) prevedendo l’adozione di adeguati strumenti necessari per la tutela della salute e il risanamento dell'ambiente, disponendo in ordine alla bonifica e allo smaltimento dell'amianto, promuovendo la sorveglianza relativa al rischio amianto e il sostegno alle persone affette da una malattia ricollegabile all'esposizione all'amianto.

Ne da notizia Francesca Bilotta, presidente della associazione “Ambiente e Lavoro”, specificando che nella proposta di legge “si individuano le iniziative di competenza regionale: predisposizione e aggiornamento del Piano Regionale Amianto; individuazione e classificazione delle aree interessate dalla presenza di amianto e dei siti a rischio di esposizione all'amianto antropico; monitoraggio delle neoplasie correlabili all'amianto; istituzione del registro degli esposti alle fibre d'amianto; azioni di sostegno sanitario e psicologico agli esposti alle fibre d'amianto e si prevede, inoltre, la costituzione, presso l’Assessorato all’Ambiente, della Commissione Regionale Amianto.

 

 

 

L’obiettivo è quello di raccogliere 5000 firme a favore di una legge che completi la normativa sulla tutela dell’ambiente, nonché delle persone e delle famiglie di chi ha contratto malattie dovute al contatto con l’amianto. I contributi sono concessi solo se le persone interessate sono iscritte nei registri degli esposti e degli ex esposti. Considerando i dati aggiornati al 2007 la Puglia ha la più alta percentuale italiana di domande amianto riconosciute, essa si attesta al 20,28%. Al 2009 Taranto risulta la prima città italiana per numero di lavoratori a cui è stato riconosciuto l’esposizione all’amianto con un percentuale del 86,4%. E’ davvero abissale la differenza con le altre province, la cui percentuale si aggira in media sul 3,5%. Un esempio per tutti: per il solo 1997 l’ILVA ha dichiarato di aver smaltito “un quantitativo di rifiuti contenenti amianto pari a 132.000 Kg di materiali compatti [RIFIUTI SPECIALI] E 41.945 Kg di materiali friabili [RIFIUTI TOSSICO-NOCIVI]” e parliamo di 14 anni fa!

 

 

 

“Pur essendo notevole il quantitativo di amianto smaltito nell’anno trascorso, riteniamo che il problema sia lungi dall’essere concluso per i seguenti motivi: innanzitutto la conoscenza sulla collocazione e pericolosità dell’amianto nello stabilimento ILVA è, tutt’ora, largamente insoddisfacente; in secondo luogo risulta completamente mancante, dalle attività di bonifica a nostra conoscenza, la parte relativa alla rimozione dai forni dello stabilimento ILVA .

La condizione dell’intera area industriale, della cantieristica navale e delle attività nella Marina Militare e mercantile, nell’industria del cemento-amianto e del suo utilizzo in edilizia, delle discariche abusive dove si registrano casi di accatastamento indiscriminato di amianto, determinano numerose realtà regionali che vedono la popolazione vittima di questo pericoloso agente cancerogeno. Le indagine epidemiologiche svolte sulla popolazione del nostro territorio hanno evidenziato come sia altissima l’incidenza tumorale riconducibile all’amianto. La proposta di Legge Regionale sull’amianto si pone come obiettivo, attraverso la sorveglianza sanitaria e la prevenzione dei cittadini e dei lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto, la tutela della salute.

Utilizza per questo scopo il Registro Regionale dei Mesotelioma nonché il Registro Regionale dei Tumori e il Registro Regionale degli Esposti. A tal proposito, la legge prevede la costituzione di una “Commissione Regionale permanente sull’amianto” allo scopo di monitorare l’applicazione delle leggi nazionali e regionali sull’amianto ed attuare progetti finalizzati alla salvaguardia della salute e del territorio. Detta Commissione formata in parti uguali da amministratori pubblici (Regione, ASL, ARPA), medici, parti sociali, avrà il compito anche di organizzare la Conferenza Annuale sull’Amianto
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In breve, le somiglianze e le differenze delle normative regionali di sorveglianza degli ex esposti ad amianto. Rispetto alle somiglianze: le attività sono gestite da medici del lavoro; e il percorso suddiviso in due stadi:il percorso iniziale è offerto a tutti gli ex-esposti e include: la ricostruzione del livello di esposizione; le informazioni sui rischi connessi all’esposizioni; le indicazione per la sospensione dell’abitudine al fumo, successivamente il percorso di approfondimento che, nei soggetti ad alta esposizione, include la Visita Specialistica di medicina del lavoro.

Ultimo criterio di somiglianza è da ricercare nei costi , nella gran parte dei casi a totale carico del Sistema Sanitario Regionale. Le differenze sono da evidenziarsi nella ricerca attiva degli ex esposti (come avviene in Lombardia e Basilicata) oppure nell’ offerta passiva dei servizi predisposti (come avviene in Emilia-Romagna, Toscana, Veneto); differente è il medico che “prende in carico” il soggetto ex esposto: ad esempio Servizi Territoriali di Medicina del Lavoro (come avviene in Toscana, Emilia Romagna, Unità Operative Ospedaliere di Medicina del Lavoro (in Lombardia); U.O. Semplici dedicate al problema (come avviene in Sardegna, Basilicata, Campania); Medico di Medicina Generale (come avviene in Piemonte); ultima differenza è la periodicità dei controlli successivi fissata in base ai risultati della prima diagnosi (Lombardia); dopo 5 anni per i casi negativi (Lombardia) dopo 3 anni solo a richiesta dell’interessato (come in Veneto).

L’apporto della proposta, oltre che nell’impianto della tutela della salute e della salvaguardia del territorio, è nel riconoscimento del danno arrecato ai soggetti vittime dell’amianto nonché nell’utilizzo degli Organi di medicina del lavoro, tramite un protocollo diagnostico definito a livello regionale con gli altri organi sanitari, che sono individuati come elementi partecipi alla prevenzione e alla sorveglianza sanitaria per quei lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto che in questi anni sono finiti fuori dai circuiti di controllo degli organismi sanitari nazionali
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Il piano della salute della Regione Puglia 2008-2010 enuncia: “Con l’obiettivo di sperimentare modelli di monitoraggio clinico - diagnostico post esposizione e di valutarne la fattibilità e l’efficacia, è prevista una sperimentazione di attività di sorveglianza sanitaria degli ex esposti ad amianto, che ha le caratteristiche di un progetto della durata di tre anni, da svolgersi su un numero definito di soggetti presso l’Azienda Ospedaliera Policlinico di Bari”; si tratta, in effetti, di un’iniziativa di grande rilevanza che, seppure con i vincoli imposti dalle limitate risorse, rappresenta l’avvio di una nuova politica in materia di tutela della salute dei lavoratori che necessita peraltro di strutture ospedaliere dedicate per la assistenza e la diagnostica di II livello.

Ebbene “Ambiente & Lavoro” chiede che le istituzioni oggi si facciano carico sia della rimozione che delle spese, non solo in termini economici, di questo dannoso problema ambientale nocivo ai cittadini. Pertanto è possibile sottoscrivere il modello a disposizione presso la nostra sede affinché questa proposta si possa trasformare in una legge effettiva che salvaguardi l’ambiente e la nostra salute e qualità della vita. Il modello per la sottoscrizione sarà disponibile anche sul sito www.ambientelavoro.org o presso la sede di Ambiente e Lavoro in Piazzale Dante n.26
.”


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