ECO GIR: PALUDE “LA VELA”, L'OASI WWF A POCHI KM DA GROTTAGLIE
Di Carlo Caprino (del 22/08/2012 @ 07:00:00, in ecoGir, letto 1857 volte)

A pochi chilometri da noi, tra Taranto e Grottaglie, c’è un piccolo-grande tesoro naturalistico, una zona che racchiude – in una estensione di terreno relativamente ridotta – una impressionante varietà di ambienti naturali. Stiamo parlando della palude "La Vela", situata fra il promontorio conosciuto come "Il Fronte", all'estremità del canale naturale Capo D'Ayala; la zona ha una estensione di circa 7 ettari ed situata nel secondo seno del Mar Piccolo, comprendendo un’area paludosa salmastra e la pineta di “Fucarino”, costituita da Pini d’Aleppo e piantata circa mezzo secolo fa per ragioni militari, tanto che attualmente una parte della pineta è ancora recintata poiché fa parte del Demanio militare.


Il fascino della palude è anche – per certi aspetti – il suo punto debole: si tratta infatti di un ambiente ideale per ospitare le specie di uccelli stanziali e di passo grazie alla ricca vegetazione, che però subisce tutte le conseguenze negative dovute alla vicinanza all'acqua salmastra. Alle condizioni naturali si aggiungono anche i problemi causati dall’incuria e dagli atti vandalici, che danneggiano la pineta con incendi dolosi e scaricamento incontrollato di rifiuti e materiali di risulta.

 

 



Nonostante tutto – e grazie soprattutto alla costante ed appassionata opera dei volontari della sezione tarantina del WWF – Fondo Mondiale della Natura, la palude “La vela” resiste, e conserva il suo fascino, diventando spesso un luogo quasi magico per gli adulti ed i bambini che la vanno a visitare, spesso in gruppi organizzati e “guidati” dagli stessi volontari WWF che ne illustrano le bellezze e le tante specie animali e vegetali presenti.

Iin questo ambiente di tipo prevalentemente palustre infatti, costituito da canneti, macchia mediterranea ed ampi acquitrini, è ospitata una ricca flora, tra cui spiccano splendide orchidee spontanee e diverse piante adatte a vivere negli ambienti salmastri, che ospitano diverse specie anfibie ma soprattutto un numero elevato di specie di uccelli, sia stanziali che migratori: aironi, garzette, spatole, tuffetti, piro-piro, chiurli, volpoche, fenicotteri, avocette e falchi pescatori, nonché il rarissimo Cavaliere d’Italia.

 

 


Chi volesse conoscere più da vicino questo affascinante angolo di natura può consultare il sito web: www.wwftaranto.it, su cui troverà anche le informazioni necessarie a contattare i volontari WWF per concordare una visita guidata.



Immagine: http://www.ambienteambienti.com
(Galleria fotografica a cura di Lilia Candida e Michele Massafra).

 


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