INQUINAMENTO LUMINOSO, RISPARMIANDO IN BOLLETTA RIUSCIREMO ALFINE A RIVEDER LE STELLE?
Di Carlo Caprino (del 17/10/2012 @ 07:43:58, in ecoGir, letto 1108 volte)

La nuova legge di stabilità del governo Monti, in dirittura d’arrivo come ennesimo provvedimento volto al risparmio ed alla razionalizzazione della spesa pubblica, prevede tra gli altri un provvedimento che possiamo definire epocale, non solo perché accoglie le indicazioni e le sollecitazioni di molti cittadini ed associazioni, ma anche perché segna un vero e proprio spartiacque culturale per la società italiana.

Si tratta del cosiddetto provvedimento “Cieli Bui”, che prevede che le amministrazioni pubbliche adottino tecnologie e sistemi per ridurre l’illuminamento notturno di zone pubbliche, quando questo non sia strettamente necessario. Con buona pace di chi ha subito agitato gli spettri di periferie oscure in cui la malavita regna sovrana grazie al favore delle tenebre o di catastrofici incidenti automobilistici causati dalla scarsa illuminazione stradale, in realtà il provvedimento mira ad eliminare gli sprechi causati da impianti di illuminazione antiquati e che non di rado rimangono in funzione a pieno regime anche quando non è necessario.

Si tratta, in poche parole, non tanto di illuminare di meno, ma piuttosto di illuminare meglio, sfruttando nuove tecnologie sia per quanto riguarda gli apparecchi da impiegare, sia installando sistemi che piuttosto che col principio di “acceso – spento” possano fornire livelli di illuminazione differenziati in base alle necessità. Le possibilità di risparmio sono sotto gli occhi di tutti; ognuno di noi avrà notato chissà quante volte strade deserte illuminate come un campo di calcio in cui si deve giocare la finale di coppa o lampioni che si accendono a mezzogiorno al primo presentarsi di una nuvola che copre il sole.

 

 

 

 

Ma questo provvedimento, oltre a permettere un notevole risparmio economico riducendo i consumi pubblici, così come da anni si è “imposto” ai privati eliminando dal mercato le vecchie lampadine ad incandescenza, segna anche un punto di svolta culturale, come dicevamo. Non è un mistero infatti che un forte impulso alla adozione di questo provvedimento sia stato dato dalle petizioni e dalle azioni di sensibilizzazione svolte in questi anni da associazioni e cittadini, miranti proprio a ridurre l’inquinamento luminoso, fenomeno definito tecnicamente come una alterazione dei livelli di luce naturalmente presenti nell'ambiente notturno.

Questa alterazione, più o meno elevata a seconda delle località, provoca danni di diversa natura: ambientali, culturali ed economici. La definizione legislativa più utilizzata lo qualifica come "ogni irradiazione di luce diretta al di fuori delle aree a cui essa è funzionalmente dedicata, ed in particolare verso la volta celeste". Tra i sui effetti forse meno praticamente meno dannosi c’è la “scomparsa” delle stelle nel cielo notturno cittadino poiché, a causa dei forti livelli di illuminamento artificiale notturno, la flebile luce delle stelle non riesce più ad essere percepita.

Astronomi professionisti ed astrofili dilettanti da anni denunciano il problema, e diverse iniziative sono state messe in campo, tra cui “Mi illumino di meno” organizzata dalla trasmissione “Caterpillar” in onda su Radio2Rai, che nel 2008 ha ricevuto il riconoscimento del presidente del parlamento europeo come "un evento che ha un valore simbolico ed un effetto tangibile". La campagna, lanciata a livello nazionale dai microfoni di Radio2Rai, invitava a ridurre al minimo il consumo energetico, spegnendo il maggior numero di dispositivi elettrici non indispensabili. Inizialmente rivolta ai soli cittadini, è stata accolta con successo dapprima a livello locale, con adesioni da parte dei singoli comuni, ed in seguito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente.

 

 



Certo, quello italiano è un popolo strano, che spesso deve essere “obbligato” a fare il suo bene come se non fosse capace di agire verso la sua salvaguardia se non c’è chi lo bacchetta; lo vediamo ogni giorno con caschi motociclistici e cinture di sicurezza in automobile, lo notiamo con il riscaldamento domestico o con gli sprechi idrici, eppure – grazie anche al sempre maggiore costo economico degli sprechi – qualcosa lentamente sta cambiando.

Allora cogliamo l’invito che ci viene da questo provvedimento governativo, cogliamolo da semplici cittadini che a fine mese pagano la bolletta della fornitura elettrica: spegniamo le luci quando non servono, evitiamo di installare organi illuminanti sovradimensi, organizziamoci con dispositivi che permettono anche in casa di graduare il livello di illuminazione, segnaliamo sprechi ed inefficienze al gestore pubblico e poi, oltre a godere di qualche euro risparmiato, alziamo gli occhi al cielo in qualche notte serena e godiamoci lo splendido, affascinante spettacolo di una notte stellata.


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