IL TAR BLOCCA GLI SCARICHI FOGNARI NELL'AREA PROTETTA DI TORRE GUACETO
Di Redazione (del 19/12/2012 @ 07:34:00, in ecoGir, letto 1473 volte)

Lo avevamo detto pubblicamente: il ricorso contro la Determinazione Dirigenziale della Regione Puglia, Servizio Tutela delle Acque, n.163 del 23 novembre 2012, che autorizzava lo scarico di acque reflue nelle acque cristalline di Torre Guaceto era pronto per essere depositato. Dopo ogni tentativo di conciliazione, fallito per il Muro di Gomma erto dalla Regione Puglia, abbiamo affidato alla Magistratura la decisione e sentenza c’è stata: con provvedimento monocratico del 17 dicembre 2012 il Dott. Antonio Cavallari, Presidente del Tar di Lecce, ha accolto la sospensione del provvedimento emanato dalla Regione Puglia che avrebbe decretato lo scarico dei reflui del depuratore di Carovigno nel Canale Reale e, di conseguenza, nell'area Marina Protetta di Torre Guaceto.” Lo dichiara il WWF puglia in un suo comunicato, esprimendo soddisfazione per la positiva risoluzione della vertenza da parte del Tribunale Amministrativo Regionale.

Il ricorso – evidenzia il comunicato del WWF - era stato presentato pochi giorni fa dal Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, al fine di evitare che le acque di depurazione potessero creare un autentico scempio ambientale in una delle più belle aree marine del Mediterraneo. La prima Sezione del TAR Lecce ha accolto la richiesta del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto – difeso dall’Avv. Carlo Tangari – di emissione di un decreto urgente di sospensione dell’autorizzazione rilasciata dalla Regione Puglia a favore dell’AQP SpA, con Determinazione del Servizio Tutela delle Acque n. 163 del 23.11.2012, che consentiva l’avvio dello scarico delle acque reflue urbane dell’impianto di depurazione del Comune di Carovigno nella Zona A dell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto.

 

 

 

 

La illegittimità dell’atto adottato dalla Regione Puglia – ha dichiarato l’Avv. Antonio de Feo Consigliere Nazionale del WWF Italia – già più volte resa palese anche tramite i mezzi di stampa, è stata confermata dalla Giustizia Amministrativa, che non ha esitato a dichiarare come grave la lesione al corpo ricettore che deriverebbe dall’avvio dello scarico dei reflui. Tanto più grave appare l’atto oggi sospeso se solo si considera che gli Uffici della stessa Regione Puglia dediti alla tutela del Territorio e del Paesaggio, in seno alla Conferenza dei Servizi avevano correttamente espresso parere negativo al rilascio dell’autorizzazione e, nonostante ciò gli uffici tecnici dell’Assessorato dei Lavori Pubblici, governati dall’Assessore Amati, hanno ritenuto di dover ugualmente acconsentire lo scarico, ritenendo di poter autonomamente superare la mancata valutazione di incidenza ambientale sull’AMP di Torre Guaceto del progetto!”.

All’udienza collegiale, fissata per il prossimo 9 gennaio 2013, il WWF Italia si costituirà ad adiuvandum , quindi al fianco del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, al fine di chiedere che sia confermata la sospensione dell’efficacia del determina adottata dalla Regione Puglia . Il WWF, associandosi alle motivazioni scritte nella Sentenza del TAR di Lecce che ha considerato la sospensiva con "carattere di estrema gravità e urgenza", vuole evidenziare che è fondamentale che lo scarico dei reflui avvenga ben oltre i confini dell'area protetta e del Posidonieto, Sito di Importanza Comunitaria, al fine di tutelare le peculiarità naturalistiche presenti nel basso Adriatico
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Questo provvedimento – ha chiosato Leonardo Lorusso, Presidente del Wwf Puglia - rappresenta anche un momento importante per chi ha a cuore la tutela delle bellezze naturali. Sempre più spesso, purtroppo, siamo costretti a ricorrere alla via giudiziaria, ma le nostre recenti vittorie che hanno annullato la preapertura della caccia e le trivellazioni alle Tremiti dovrebbero suggerire agli enti di prestare massima attenzione alle istanze che provengono dal mondo ambientalista”.

“Chi non ha voluto ascoltare gli appelli al dialogo –
ha incalzato Mauro Sasso, Vice Presidente del Wwf Puglia – dovrebbe trarne le dovute conseguenze. Le scelte tecniche e politiche dovrebbero essere frutto di un percorso di democrazia partecipata e constatiamo, per l’ennesima volta, l’elusione di questi concetti basilari”.

Abbiamo già sottolineato l’incapacità della Regione Puglia di programmare gli interventi di gestione delle acque e di pianificare le opere pubbliche. La Deliberazione CIPE 60/2012 assegna 3 milioni di € di risorse per la realizzazione e la rifunzionalizzazione della condotta già presente e mai entrata in funzione. Da mesi il WWF propone di allungare il percorso della condotta per lo scarico delle acque reflue, in maniera da farle sfociare al largo e fuori dall’Area Marina Protetta e dal SIC Posidonieto.

Le parole chiave che permetteranno una tutela reale sono riutilizzo e raffinamento in agricoltura dei reflui e impianti di fitodepurazione. Evitando di sprecare le acque reflue, disperdendole in mare, ma riutilizzandole in agricoltura dopo un affinamento ulteriore, si eviterebbe di far accumulare liquami nel Canale Reale e, soprattutto nel periodo estivo, si farebbe fronte alla richiesta irrigua dei campi coltivati.

Con l'occasione –
conclude il comunicato di WWF Puglia - ringraziamo i comitati e le associazioni che si stanno prodigando con manifestazioni e petizioni, affinché gli enti preposti possano riflettere sulle modalità più adeguate a risolvere i problemi legati alla depurazione e nel contempo alla tutela delle risorse del nostro territorio."

 

 

 

immagine: brindisireport.it


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