IL PARLAMENTO APPROVA IL DECRETO “SALVA ILVA”, I COMMENTI DELLA POLITICA LOCALE
Di Redazione (del 21/12/2012 @ 07:53:29, in Puglia, letto 998 volte)

Ora il Gruppo Ilva, dopo l’approvazione alla Camera del Salva-Taranto, investa realmente e seriamente nello stabilimento nelle modalità che il crono-programma del Decreto e dell’AIA hanno previsto – interviene la Segreteria ionica del Movimento politico “Grande Sud”

La Camera infatti ha approvato il decreto legge predisposto dal Governo Monti per consentire all’Ilva di riavere la disponibilità immediata dei beni,e, di continuare a produrre e soprattutto di commercializzare i prodotti lavorati finiti –
continua il movimento arancione di Terra Ionica – pertanto il via libera non lascia alcun sotterfugio all’azienda che deve procedere con solerzia agli investimenti per la bonifica e l’ambientalizzazione del territorio. Taranto merita rispetto, sia primario il salvaguardare i livelli occupazionali, ma deve essere primario ed imprescindibile la protezione dell’ambiente, della salute e uno sviluppo eco-sostenibile.

 

 

 

 

La modifica più significativa del Decreto riguarda quella introdotta proprio dal governo con un emendamento all’art.3, comma 3, per garantire la commercializzazione dei prodotti: “Per un periodo di trentasei mesi” l’Ilva di Taranto è “immessa nel possesso dei beni dell’impresa ed è in ogni caso autorizzata alla prosecuzione dell’attività produttiva nello stabilimento ed alla commercializzazione dei prodotti, ivi compresi quelli realizzati antecedentemente alla data di entrata in vigore del presente decreto”.

Con questo emendamento si supera il sequestro disposto dalla Magistratura tarantina sui prodotti di questi mesi, fermi perché ritenuti “prova” di reato. Altra modifica importante al provvedimento è quella apportata dall’inserimento dell’art. 3-bis, relativo a un “Piano sanitario straordinario in favore del territorio della provincia di Taranto”. Sostanzialmente, per “contrastare le criticità riscontrate dalle evidenze epidemiologiche” l’azienda sanitaria di Taranto viene derogata, per il triennio 2013-2015, dall’applicazione di alcune restrizioni previste dal piano sanitario (relativo all’azienda di Taranto, e nel limite di spesa di 10 milioni di euro annui), come per esempio disposizioni relative alla limitazione del turn-over, dei posti letto (in base al Piano di rientro sanitario regionale).

Il decreto prevede (art. 1, comma 3) in caso di “mancata osservanza delle prescrizioni contenute nel provvedimento” una “sanzione amministrativa” pari al 10% del fatturato della società dell’ultimo anno. Tra le modifiche apportate dagli emendamenti, alla figura del garante (che sarà nominato entro 10 giorni dalla conversione del provvedimento) viene chiesto di prendere le necessarie informazioni da parte dell’azienda e di segnalare “eventuali criticità proponendo misure idonee, compresa l’eventuale adozione di provvedimenti di amministrazione straordinaria”.

Sempre il garante, con l’obiettivo di ristabilire un clima di fiducia tra istituzioni e cittadini, promuove iniziative di informazione per “assicurare la massima trasparenza”. Inoltre, l’art. 3, comma 1-bis prevede che entro 180 giorni dalla conversione del decreto il governo adotti una strategia industriale per la filiera dell’acciaio.

Concludendo la nota,  la segreteria provinciale di “Grande Sud”: ritiene indispensabile promuovere iniziative comuni tra le Istituzioni e le parti politiche senza fare demagogia e populismo soprattutto in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, qui ne va del futuro dei nostri figli, il bene comune e la salute dei lavoratori e delle famiglie del Quartiere Tamburi sono un fulcro fondante che i vertici istituzionali devono salvaguardare."

 

 



Di tutt’altro tenore il commento di Michele Rizzi, Coordinatore regionale di Alternativa comunista, che afferma: “L'ultimo atto di guerra contro i lavoratori e l'ambiente tarantino è stato compiuto oggi con l'approvazione al Senato del decreto su Ilva. Mentre da Vendola a Clini si plaude al provvedimento, tutti al capezzale di Riva e dei suoi interessi economici, noi riteniamo che questo decreto sia un ulteriore atto di banditismo politico. Si persevera in distruzione ambientale e sfruttamento! Tutto questo non potrà mai essere cancellato nella coscienza di chi lotta da sempre contro Riva e i suoi lacchè politici e sindacali."


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