VIA FRANCIGENA: NUOVO VOLANO PER UN TURISMO SLOW NELLE TERRE DEL SALENTO
Di Redazione (del 16/01/2013 @ 08:12:34, in Puglia, letto 1308 volte)

In occasione della festa patronale in onore di S. Antonio Abate che si sta svolgendo in questi giorni nella piccola cittadina di Novoli (Le) si è tenuto un workshop dal titolo “Religious heritage, via francigena and sustainable tourism” che ha visto la partecipazione dell’Associazione Via Francigena Pugliese, Associazione Via Francigena Toscana, l’Assessore alle politiche giovanili del Comune in questione ed i docenti dell’Università del Salento, dell’Università di Padova e di quella di Firenze.

Presente all’evento anche Luigina Geusa, che ci fornisce questo interessante resoconto, che sottolinea l’importanza del turismo religioso in una terra ricca di possibilità come è il nostro territorio. Il dibattito si è aperto con il caso di studio “Novoli: la Focara” condotto dalla Dott.ssa Katia Rizzello. Come tutti noi salentini sappiamo la focara è l’insieme di tante fascine di vite che vengono accatastate l’una sull’altra fino a comporre un monumento artistico a mò di montagna che viene accesa nella notte tra il 16 e 17 gennaio in onore di S. Antonio Abate, protettore del fuoco (e da cui deriva la patologia che prende il nome di “Fuoco di Sant’Antonio”). In questo piccolo paese del leccese viene costruita la focara alta oltre 20m, simbolo di una cultura e di una tradizione che va avanti da oltre 30 anni.

 

 

 

"L’indagine sulla sostenibilità sociale condotta dalla Dottoressa sui gruppi nominali (ovvero tra gli abitanti di Novoli provenienti da diversi status sociali) al fine di stabilire il livello di tolleranza dell’evento tra gli abitanti stessi ha dimostrato che nei cuori di questi cittadini, a qualunque rango essi appartengano, c’è un forte timore di non riuscire più a portare avanti questa tradizione popolare in futuro; vuoi per la continua dismissione dell’agricoltura, fondamentale per il reperimento delle fascine, vuoi per motivi di carattere economico.

Nonostante queste difficoltà, gli abitanti non intendono fermare il passaggio generazionale di questa tradizione che richiede grande maestria; anzi, proprio perché il comune di Novoli ricade in un’area rurale di ampio interesse naturalistico per la presenza di tratturi ed ulivi monumentali l’Associazione Via Francigena Pugliese sta impiegando molte delle sue energie per far si che il comune rientri in un più ampio percorso di fede, quale è quello della via francigena. Onorabile l’idea che l’Associazione sta portando avanti per “realizzare” una via francigena nel Salento che colleghi il Sud a Roma come l’antica via Appia e la via Traiana, per poi attraversare il Nord Europa, fino a giungere in Terra Santa.

Un’idea che sembra vincente in un tempo in cui il turismo di massa risente della crisi economica e va sempre più in voga il turismo low cost e fai da te sia per una questione economica per l’appunto, che per un fatto psicologico. C’è un rifiuto, infatti, da parte di chi viaggia, ad essere etichettato come turista. Si vuole recuperare la figura del viaggiatore e con esso la lentezza e il distacco dalla frenesia e dalla velocità a cui oggi siamo abituati. Si vuole recuperare l’idea di viandante, del viaggiare su antichi cammini alla ricerca di se stessi e farne un’esperienza di vita. Chi non conosce ormai il Cammino di Santiago?! Un progetto che nel giro di pochi anni è letteralmente esploso
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Grazie all’impegno e allo studio dei cartografi e topografi dell’Università di Firenze si stanno realizzando dei tracciati GPS con programmi Open Source mentre Mediasoft sta sviluppando un’app gratuita per smartphone che attraverso il QR code consentirà di avere con se una guida turistica dei principali punti di interesse in modo tale da rendere fruibili questi cammini a costo zero. La Puglia non è solo il mare cristallino di Otranto o delle lunghe spiagge di sabbia di Gallipoli.

La Puglia è una regione ricca di storia, cultura e tradizioni da vivere. E’ questa l’idea per una destagionalizzazione del turismo nella nostra regione che sia il volano di sviluppo di un sistema di sinergie che abbia anche una ricaduta occupazionale. E’ questa l’idea di un nuovo tipo di turismo, un turismo consapevole, degno di nota e capace di farsi notare perché cosciente della propria ricchezza e della propria identità culturale
."


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