PIANO NAZIONALE AEROPORTI. PER REGIONE PUGLIA E GOVERNO L’AEROPORTO DI GROTTAGLIE NON ESISTE
Di Redazione (del 01/02/2013 @ 07:34:00, in Politica, letto 1150 volte)

L’aeroporto “Arlotta” di Grottaglie è stato ed è ancora al centro di discussioni e progetti sul suo futuro e sul suo presente; tra terminal cargo, scalo passeggeri per charter o voli di linea e struttura logistica a servizio dello stabilimento Alenia, le ipotesi si sprecano.

Di fatto, la struttura giace praticamente abbandonata e certamente sottoutilizzata, tra il disinteresse della Regione Puglia e le scuri del risparmio di spesa del governo centrale. Su questo stato di cose tornano ancora alcuni esponenti politici locali.

Per chi avesse ancora dei dubbi, - scrive il consigliere comunale del Partito Democratico Francesco Donatelli - l’assessore regionale alle infrastrutture e mobilità, Guglielmo Minervini, lo chiarisce ancora una volta: l’aeroporto “Arlotta” di Taranto-Grottaglie, da lui definito “il cargo a Taranto, unico aeroporto del Mezzogiorno con questa destinazione”, è come se non esistesse nel Piano Regionale dei Trasporti. Infatti degli 86 milioni di euro dei vecchi fondi FAS del Piano Nazionale per lo Sviluppo Aeroportuale del Ministero delle infrastrutture e trasporti, ci sono i 14 milioni per l'allungamento della pista di Foggia, i fondi per rilevare l'aeroporto militare di Bari e ampliare la pista, i fondi per l'ampliamento dei piazzali dell'aeroporto di Brindisi e i 40 milioni per il collegamento metrobus tra la stazione ferroviaria del Perrino e l'aeroporto di Brindisi.

 

 

 

Per l’aeroporto “Arlotta” di Taranto-Grottaglie, - prosegue Donatelli - ancora una volta, solo parole. Dopo che le risorse finanziarie destinate a Grottaglie sono stati scippati e usati in altri territori come i 5 milioni previsti per il Bando diretto alla concessione di contributi pubblici per l’attivazione di nuove rotte aeree andato poi deserto; i 12 milioni assegnati alla Provincia di Taranto per realizzare la rete viaria attorno al polo logistico aeroportuale di Grottaglie e i quasi 12 milioni di investimenti destinati all’aeroporto di Taranto risultanti dal bilancio consuntivo 2009 di Aeroporti di Puglia, ora nemmeno un centesimo dei fondi FAS del Piano Nazionale per lo Sviluppo Aeroportuale del Ministero delle infrastrutture e trasporti è destinato a Grottaglie.

 

 



Il consigliere regionale della Puglia Patrizio Mazza, punta invece il dito contro il ministro Claudio Passera, senza dimenticare di citare altre famose “incompiute” come il Distripark: “Accade che dopo il de finanziamento della regione Puglia al Distripark di Taranto, per il quale giace una mia interrogazione urgente con risposta scritta rivolta all’Assessore Minervini dalla data del 5 settembre 2012, cui non è seguita alcuna risposta ufficiale; Distripark che avrebbe potuto costituire una delle tante valide alternative all’industria inquinante e che il territorio aspetta da anni, ecco che per completare il quadro sul futuro dell’area ionica è intervenuto un altro bel provvedimento questa volta del ministro Passera.

Il nostro ministro alle infrastrutture e trasporti –
prosegue Mazza - con l’ “Atto d’indirizzo per la definizione del Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale” ci priva di un’altra possibilità di riscatto territoriale ed economico, perchè l’Aeroprto Arlotta non risulta inserito negli scali d’interesse nazionale e quindi farà da eco a tanti fallimenti portati a casa da una classe politica che proprio non sa operare un gioco di squadra a beneficio del territorio.

Così se il provvedimento di Passera si dice fosse atteso da ben 26 anni, ecco che nella provincia ionica potremo dire che da molto più tempo attendiamo una politica, ed una dirigenza in capo ad incubatori economici o associazioni di categoria, all’altezza della situazione che non faccia perdere al territorio chances vitali per diversificare l’economia, per dare lavoro all’esercito di disoccupati che ci ritroviamo o ed evitare la fuga di cervelli e di imprenditori. Non c’è mai stata una squadra di politici interessati a sviluppare economie alternative a quelle inquinanti persino per l’aeroporto l’Arlotta c’era chi si accontentava delle navette per raggiungere Bari o Brindisi da cui decollare.

Non ci resta che rallegrarci, negli anni in cui si discute di TAV, di treni notturni per Roma o Milano, ripristinati in modalità random nel corso di questi ultimi anni, grazie all’alacre lavoro svolto dalle nostre Istituzioni, come di ordinanze dei sindaci dei comuni dell’area ionica, tra questi quello di Taranto, che fanno divieto di consumo di alimenti perché probabilmente contaminati da diossine, se ricorrono determinate condizioni, quando invece basterebbe eliminare le fonti d’inquinamento senza arrivare a tali paradossi che ci hanno privato di pecore e cozze ed ora di galline e di uova; po’ come dire –
conclude amaramente Mazza - che tra non molto ci sarà divieto alle persone anche di respirare, oltre che mangiare, anche di fuggire via da qui perché non ci saranno più i vettori per farlo.”


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