GRAZIE PAPA! CI HAI CONDOTTI PER I MISTERI DEL REGNO DI DIO E CI HAI INSEGNATO L'UMILTĄ
Di Cosimo Quaranta (del 11/02/2013 @ 17:15:11, in Vaticano , letto 1435 volte)

"Come un fulmine a ciel sereno" - per usare le parole del Card. Sodano - ci ha colti la notizia che Benedetto XVI ha deciso di lasciare il suo posto sulla cattedra millenaria di San Pietro per lasciarlo a chi con più "forze" saprà guidare la Chiesa. Certamente inaspettata, ma non per questo affrettata, é stata tale decisione cogliendoci alla sprovvista proprio mentre celebriamo l'Anno della Fede indetto da lui stesso.

Mi sembra superfluo ripetere le parole pronunciate al termine del Concistoro perché le abbiamo già ascoltate un po' tutti, ma vorrei commentare alcune espressioni che mi sembrano significative. Anzitutto il Papa scrive: "Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio". Non passi inosservata questa espressione perché ci dice la profonda fede di Benedetto XVI nel prendere tale decisione. Egli sa bene che come per fede é stato chiamato quale "umile lavoratore nella vigna del Signore" a guidare la Chiesa Santa di Dio, così ora questo passo non può che avvenire davanti allo sguardo amorevole di Dio per la sua vita.

Il passo fondamentale di ogni discernimento è verificarsi davanti alla volontà di Dio chiedendosi: "Adesso Dio cosa chiede alla mia vita?" E anche: "Davanti alla chiamata di servire Dio, cosa mi aiuta a camminare in questa direzione?" Queste domande sono le stesse che si deve porre ogni cristiano il quale, con umiltà e fiducia, ogni giorno risponde all'appello di seguire il Maestro per le vie che Lui vuole indicare.

Benedetto XVI ha usato il termine "ripetutamente" e questo allontana il dubbio che la decisione sia stata affrettata, ma più di ogni altro è interessante quel "davanti a Dio". Come lui stesso ci ha sempre insegnato, nei discorsi e nelle catechesi, è davanti al mistero di Dio che trova senso e compimento il mistero dell'uomo e non può che essere nell'ascolto obbediente alla Parola di Dio che egli abbia maturato tale decisione.

 

 

 

Continuando, scrive: "le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino". A questo punto vorrei fare una precisazione e andare in profondità alla realtà che stiamo vivendo. Il Papa parla di forze che non sono più adatte al ministero. Qualcuno potrebbe pensare che il Pontefice si sia arreso davanti ai grandi problemi della storia o che le malefatte altrui che in questi mesi lo hanno turbato l'abbiano condotto ad una situazione di resa. Invece non é così e le sue parole sono molto chiare.

Il problema principale sono le forze fisiche che lo abbandonano a causa dell'età avanzata; ricordiamo che Benedetto XVI è alla soglia degli 86 anni! Con grande umiltà riconosce che anche la sofferenza può essere fonte di benedizione per un ministero - probabilmente il pensiero è rivolto al suo stimatissimo predecessore il beato Giovanni Paolo II - ma in lui è così poco il vigore fisico rimasto che preferisce ritirarsi ad una vita più riservata lasciando a un altro l'incarico di condurre la "barca di San Pietro".

Più avanti fa un breve accenno a quelli che chiama "i rapidi mutamenti" del mondo di oggi e qualcuno potrebbe pensare che il tanto appellato "conservatore" Ratzinger forse disprezzi la realtà odierna e per questo voglia fuggire. A costoro l'evidenza dei fatti risponde che hanno torto. Per questo, pur rimandando al prossimo articolo in cui mostrerò un breve bilancio delle attività più rilevanti in questo pontificato, vorrei rispondere citando alcuni esempi che cancellano l'immagine di conservatore e oscurantista così ferocemente attribuitagli fin dai primi giorni di ministero.

Nei primi discorsi Benedetto XVI affermò che una priorità del ministero sarebbe stata l'ecumenismo e pochi credettero che il tedesco Ratzinger potesse essere così aperto di mente. Ora che la ferita della divisione con gli Anglicani si sta rimarginando proprio grazie all'unità da lui ritrovata dopo secoli di discordie e ora che gli Ortodossi guardano con tanta attenzione a Roma come - mi sia concesso - con i precedenti Pontefici non avevano fatto, chi ancora avrà l'ardire di affermare che Benedetto XVI è stato il difensore di un castello decadente e non piuttosto il rinnovatore degli animi e colui che ha aperto la Chiesa a speranze inaudite?

 

 



Si potrebbe anche citare la sua apertura ai social network, basti pensare che i profili Twitter di @Pontifex_it e di @Pontifex nelle altre lingue sono i più seguiti, citati e ritwittati al mondo già prima ancora che fosse mandato in rete il primo tweet del Papa. Quanta curiosità nel sapere che il Papa avrebbe scritto su Twitter e quanti pronostici sul suo primo cinguettio, ma più di tutto quanta apertura al mondo moderno abbiamo visto e imparato da questo Pontefice! Il messaggio del Papa si conclude con l'espressione: "ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005". Queste parole sono molto chiare da se stesse e sono la formulazione canonica delle dimissioni perché le stesse abbiano valore secondo la legge.

Infatti, il Codice di Diritto Canonico al canone 332 par. 2 scrive: "Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti". Il senso di questo canone è chiaro: è necessaria la libertà di azione, cosa che abbiamo già notato ed è necessaria una formulazione chiara come nelle parole qui sopra. Non è invece necessario che alcuno accetti le dimissioni del Papa perché non c'è nessuno con un potere così grande sul suo ministero.

Il messaggio del Papa commuove per la semplicità e l'umiltà. Senza vantare diritti o pretese, il Papa ringrazia i Cardinali e tutti quelli che lo hanno sostenuto e chiedendo perdono per i suoi difetti, annuncia di voler fare un passo indietro. Ora cosa accadrà nella Chiesa di Roma? Fino al 28 febbraio nulla di eccezionale, se non il saluto ai fedeli, ai collaboratori e alle cariche degli Stati, come il Card. Sodano ha annunciato. E dopo questa data?

Dal 1º marzo il Papa si ritirerà dapprima nella residenza di Castelgandolfo e in seguito in un monastero di clausura costruito all'interno delle mura vaticane. Qui ha deciso di vivere i suoi ultimi anni, nella preghiera, nello studio e nella meditazione. Intanto si avvierà la macchina di San Pietro per l'elezione del nuovo Pontefice che comunque avrà un calendario diverso da quello visto otto anni or sono dopo la morte di Giovanni Paolo II. In quell'occasione e nelle precedenti, infatti, si era davanti alla situazione di un Papa defunto e di uno da eleggere.

Ora, invece, non ci sono funerali da celebrare, nè novendiali come da rito, ma si dovrà procedere soltanto all'elezione di un nuovo successore di San Pietro. Per questo motivo, come ha già affermato p. Lombardi (il portavoce della Santa Sede) è probabile che già prima di Pasqua avremo un nuovo Pontefice sulla Cattedra di San Pietro. Nei prossimi giorni attenderemo le parole di p. Lombardi o comunque del Papa stesso per sapere di più sulla data precisa di apertura del Conclave al quale comunque Benedetto XVI non potrà partecipare dato che ad esso sono invitati soltanto i Cardinali con meno di 80 anni.

Grazie Benedetto XVI per questo atto di umiltà. Ci insegni ancora che si può essere uomini grandi, ma non per questo essere accecati dal potere tanto da non dover riconoscere i propri limiti. In umiltà e coraggio ci sei maestro!


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