R. SORANNO: “UN NUOVO INIZIO PER RESTITUIRE UN CONTENUTO MORALE ALLA POLITICA
Di Redazione (del 29/05/2013 @ 20:14:23, in Lettere, letto 848 volte)

"Dopo la nomina di Aurelio Marangella ad Assessore alle Politiche della Solidarietà nella nuova Giunta e le sue conseguenti dimissioni da Segretario cittadino del Pd, nelle scorse settimane anche a Grottaglie si è discusso della situazione del maggiore Partito della Sinistra italiana, per poi nominare un “Comitato di Reggenti”.

Al di là di qualche scelta piuttosto discutibile nella composizione, quest’Organismo avrà la responsabilità di organizzare la Festa Democratica ed il Congresso cittadino, oltre a contribuire a mettere in soffitta l’immagine di un’organizzazione che, soprattutto a livello nazionale, sembra esser diventata una vera e propria combriccola di correnti
.” Comincia con queste parole la riflessione inviataci da Rocco Soranno, componente del Coordinamento cittadino del Partito Democratico, che prosegue: “In seguito alla recente sconfitta elettorale e alle tormentate vicende che hanno portato alla formazione del Governo Letta, ci sarebbe innanzi tutto bisogno di ritrovare un “sentimento comune” e saper interpretare il malessere che si agita tra iscritti e militanti, per non lasciare che sfiducia e rassegnazione prendano il sopravvento.

Dispiace che, fra le deleghe assegnate ai reggenti, manchino quelle inerenti il Welfare e il Lavoro. Così come considero un grave errore la mancata adesione del Pd alla Manifestazione nazionale della Fiom, segno di un crescente distacco nei confronti di quello che, un tempo, era il nostro principale referente sociale, la classe operaia. O quel che ne resta.
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La verità – prosegue Soranno - è che in questi anni - a Grottaglie come nel resto del Paese - non siamo riusciti a costruire un Partito vero e a darci un’identità ben definita. Questa è la nostra vera sconfitta e da qui dovremmo ripartire. Servirebbe, perciò, un Congresso capace di guardare in faccia la società per ciò che è oggi e per quello che vorremmo diventasse. Da anni ci viene detto che questa è la crisi più grave del secolo e la risposta è stata una gigantesca redistribuzione della ricchezza e del potere e una diseguaglianza profondamente immorale, con milioni di persone che son diventate all’improvviso più povere e più indifese. D’altronde, anche nella nostra Città basta farsi un giro a fine mattinata per vedere quanti cittadini, in particolare i più anziani, arrivino nei mercati rionali per recuperare la frutta rimasta invenduta. Questa crisi discute alla radice il modo di concepire la distribuzione delle risorse, il destino di interi popoli, una visione dell’economia, della persona, della sua dignità.. Non è poco.

La Destra, nel corso degli ultimi vent`anni, non ha affrontato nemmeno uno di questi problemi, impegnata com’era a risolvere i guai giudiziari del suo padrone. Ma anche noi, i Progressisti, non abbiamo saputo mettere in campo gli strumenti più adeguati per vederne le conseguenze. Non solo non abbiamo recepito quella domanda di radicalità che veniva dai ceti popolari e dai ceti medi, ma ci siamo timidamente rifugiati in un’idea sterile di Europa e nel Governo dei tecnici, con il loro rigore rivolto sempre verso i più deboli, i precari, i giovani senza futuro e gli anziani che stavano per andare in pensione. Sta qui la radice di una crisi così profonda della democrazia, il crescente disprezzo verso le Istituzioni e il rischio, sempre più concreto, che a prevalere possano essere forme di populismo e autoritarismo. La sfida, allora, è un’altra: una diversa concezione dell’economia, del valore sociale del lavoro, del rapporto tra i mercati e la democrazia. Da qui bisognerebbe ripartire. Da qui, la necessità di dar vita a un nuovo inizio.

Per dare risposte a chi lavora ma non arriva alla fine del mese, a chi un lavoro ha persino smesso di cercarlo, a chi soffre e pensa che tanto non cambierà mai nulla e non rimane che astenersi, come ci raccontano i dati delle Elezioni Amministrative di domenica scorsa. Se a Roma ha vinto Ignazio Marino, è soprattutto perché è stato percepito come un candidato assai lontano dall'apparato e dalle correnti
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Da questo punto di vista, - continua ancora Soranno - allora, ha ragione Gianni Cuperlo: dopo aver tentato di dar vita a un governo di cambiamento, oggi non si può che sostenere Enrico Letta nel tentativo di dare al Paese una rotta. Bisogna starci col senso critico di un Partito che è certamente alternativo alla Destra, ma che oggi vuole condurre l`Italia fuori dal peggio, per difendere chi non ce la fa più e dare ossigeno alle imprese, per esser capaci di andare a Bruxelles a dire che di sacrifici si muore e restituire, in un tempo ragionevole, la parola agli elettori. Bisogna starci con coraggio e con la schiena dritta.

Sapendo che proprio su temi come il Lavoro e la riforma della politica occorrerà sfidare Grillo e Berlusconi, a cominciare dal fatto che la legge è uguale per tutti. Temi come l’acqua pubblica, la tutela del paesaggio, l’esaurimento delle risorse, i piani energetici, lo smaltimento dei rifiuti, le forme della partecipazione, la moralità, sono temi nostri. La Sinistra deve saper fare la sua parte, soprattutto nei momenti più difficili. Quanto a Noi, servirebbe sapere chi siamo, quali sono le parti della società che intendiamo far progredire, a partire dalla dignità del lavoro. I risultati delle città in cui si è votato domenica e lunedì indicano che abbiamo ancora consensi ed energie vitali ma dobbiamo avere il coraggio di parlare anche a quelli che, da tempo, non si sentono rappresentati dalle nostre proposte.

Vale anche a Grottaglie. Quei ragazzi che, con sempre maggiore entusiasmo, danno vita a dei nuovi Movimenti, come pure i produttori agricoli impegnati nella creazione di nuove associazioni di categoria, ci dicono che non basta mettere a punto un programma di governo scritto “in bella copia”.

Oggi i cittadini vogliono sapere se c`è ancora la possibilità di aprire un negozio, se ci sono i fondi per l`infanzia e per gli anziani non autosufficienti, per la costruzione del Liceo Moscati e per il Centro Servizi per l’Agricoltura. Tuttavia, qualsiasi Amministrazione Comunale deve avere alle spalle un Partito che è sempre attento a ciò che accade, che sa scegliere le persone, che si occupa delle strade asfaltate male, dei nidi per i bambini, della ristrutturazione della piscina coperta. Ma Noi siamo nati anche per restituire un contenuto morale alla politica. E i continui cambi di casacca all’interno della maggioranza che sostiene la Giunta Alabrese sicuramente non ci aiutano a rafforzare l’idea che la politica può e deve essere anche una cosa bella, credibile, in cui riporre fiducia.

Il futuro della Sinistra italiana - e grottagliese –
conclude Soranno - si giocano nei prossimi mesi. Tutti coloro che vogliono cominciare una storia nuova dovrebbero entrare nel Partito Democratico per scuoterlo dal suo torpore programmatico e dalla vaghezza ideale di questi anni e dargli un’anima, rimettendo al centro la lotta alle disuguaglianze, la visione di una società più aperta e inclusiva, i nuovi modi della partecipazione alla politica, l’idea che oggi tocchi a una nuova generazione avere il coraggio di assumersi la responsabilità di una proposta di cambiamento e di rinnovamento delle classi dirigenti. Un Partito più grande e più aperto, insomma. Per la nostra generazione, quella che abbiamo di fronte potrebbe essere la sfida della vita, quella che aspettavamo. “


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