MANCARELLI: “DECRETO ILVA, NECESSARI MIGLIORAMENTI PER GARANTIRE UNA SVOLTA EPOCALE NON PIU’ RINVIABILE”
Di Redazione (del 19/06/2013 @ 10:58:09, in Taranto, letto 857 volte)

Soddisfazione per la nomina di Edo Ronchi, già Ministro dell’Ambiente e attuale Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, onlus, in cui imprese ed esperti collaborano per la crescita della green economy.” La esprime Giampiero Mancarelli, già assessore provinciale all’Ambiente a Taranto, in una nota in cui dichiara: “Questa scelta rappresenta, senza dubbio, un importante segnale in tema di applicazione delle disposizioni stabilite dell’autorizzazione integrata ambientale dell’ottobre 2012 e, quindi, una attenzione primaria all’opera di ambientalizzazione necessaria ed ineludibile che si impone per la garanzia del proseguimento dell’attività industriale dello stabilimento siderurgico.

Una scelta importante da parte del Ministro Andrea Orlando che testimonia l’attenzione consapevole sul tema ambientale che la vicenda Ilva ci consegna. Qualche breve considerazione, -
afferma Mancarelli - però, è necessaria.

1. In primo luogo balza agli occhi all’interno del decreto la disposizione per Legge della necessità di prevedere, in temi brevi, alla approvazione di un piano industriale per il siderurgico. Un ossimoro: in una economia di mercato, prevedere per decreto legge, un adempimento che dovrebbe essere naturale e primario per una società per azioni privata, equivale a certificarne lo stato comatoso; lo stato di assoluta indeterminatezza presente.
Oggi, si impone più che mai la necessità di conoscere, nel quadro di una più ampia ricostruzione della fiducia tra istituzioni e cittadini, con trasparenza, la predisposizione di questo provvedimento propedeutico a qualsiasi intervento di generica adesione all’autorizzazione integrata ambientale.
Il commissario, quindi, al più presto presenti il piano industriale dei prossimi mesi che il siderurgico attuerà, senza esitazione e con accuratezza e puntualità. In questo, Ronchi deve rappresentare un punto fermo e certo.

2. Un altro dato da valutare attentamente è, a mio parere, il comma 5 nella parte in cui si prevede la figura del collegio di tre esperti che avranno il compito di elaborare un piano di misure e attività a tutela ambientale e sanitaria dei lavoratori e della popolazione e di prevenzione del rischio di incidenti rilevanti. Questa rappresenta una rivoluzione secondo quanto stabilito dalle attuali norme sul rilascio dell’Aia che afferiscono solamente gli aspetti ambientali senza valutare, purtroppo, altri aspetti come la sicurezza dei lavoratori e delle popolazioni anche in tema sanitario.

In effetti, le procedure dell’autorizzazione integrata ambientale mancano di questa necessaria valutazione e solo con l’autorizzazione integrata ambientale dell’Ilva hanno trovato timido ma rigoroso posto con la prevista riapertura del riesame successivamente alla pubblicazione della Valutazione del danno sanitario da effettuarsi dall’Arpa regionale e che contiene gli impatti sanitari dell’attività siderurgica e le necessarie nuove misure in caso di inadeguatezze
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Oggi, - scrive ancora Mancarelli - questo decreto, a parer mio, cerca di sopperire ad una deficienza della norma perché prevede che anche altri aspetti non squisitamente ambientali ma che hanno valore in tema sanitario e della sicurezza vengano messi in correlazione. E’ un importante passo in avanti che deve, però, trovare applicazione in tutte le procedure Aia. Quindi si rende necessario attivare un percorso legislativo che possa modificare in maniera organica e coordinata gli impatti sanitari e di sicurezza dei lavoratori e delle popolazioni all’interno delle procedure di rilascio di autorizzazione ambientale.

Una nota dolente, però, è senza alcun dubbio, il capoverso che assegna in maniera “impropria" la possibilità per questi esperti della modifica non già della sola tempistica degli interventi aia ma la possibilità di inserire azioni o modificarne le prescrizioni stesse. Questa seconda funzione, però, rappresenta una sorta di franchigia inaccettabile sulle modalità stabilite per legge di modifica delle misure stabilite in aia e soprattutto ingenera confusione sui ruoli e le funzioni attribuite alla stessa commissione aia e alla conseguente conferenza di servizi degli enti locali
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Auspicabile sarebbe - evidenzia Mancarelli -, la cancellazione, in sede di conversione della parola “azioni”; si da lasciare agli esperti il ruolo eventualmente di modificare le tempistiche e non già le azioni previste dall’aia dell’ottobre scorso. Si apre, poi, la assoluta necessità che gli esperti, o meglio parte di essi, possano rappresentare la comunità tarantina e questo per garantire al meglio che le problematiche connesse con i rilievi sanitari e di sicurezza degli operai e della stessa popolazione possano trovare posto nel migliore dei modi.

In ultimo, la polemica sulla designazione di Bondi, quale commissario straordinario preliminarmente designato dalla proprietà ed oggi dal Governo, si presenta come un assoluto problema secondario per due ordini di motivi: il primo è che Bondi è stato imposto nelle settimane precedenti dalle Banche alla proprietà sul presupposto della inadeguata applicazione dell’Aia e quale garante, appunto, dell’unica strada percorribile per la prosecuzione dell’attività degli impianti, ovvero la ambientalizzazione onde evitare in caso contrario la chiusura e per le banche la perdita degli investimenti già erogati.

In seconda istanza la figura di Bondi insieme a quella di Ronchi garantiscono oggi che i tempi per la predisposizione del piano industriale possa avvenire in brevissimo al fine di garantire la prosecuzione delle attività di ambientalizzazione in maniera celere. Ai parlamentari jonici, quindi, l’onere di perorare da un lato le modifiche a questo decreto nella necessità di circoscrivere meglio gli ambiti di attivita’ degli esperti e dall’altro canto di perorare che almeno uno degli esperti possa essere rappresentante della comunità jonica. In ultima analisi è necessario che la legge possa prevedere, visto il grande sforzo tecnico e di controllo necessario che l’arpa e ispra possano avere limitatamente e solo per le figure necessarie ai controlli Ilva uno sblocco del patto di stabilità e un alleggerimento dei limiti alle assunzioni per garantire maggiori uomini per i controlli.

Ciò dicasi per gli stessi enti locali (Provincia e Comune di Taranto) in tema di assunzioni sottoposti a centinaia di procedure amministrative afferenti il siderurgico. Lo stesso decreto potrebbe, anche, contenere norme per lo svincolo dei fondi sulle bonifiche oggi limitate nella propria immediata utilizzabilità perché sottoposte al patto di stabilità.

E’utile, poi, proseguire il lavoro iniziato dal precedente governo e dal parlamentare Ludovico Vico sull’accordo di programma per riempire di contenuti e risorse le varie azioni in atto in tema di risanamento fuori dalle mura dello stabilimento. Oggi, infine, -
conclude Mancarelli - questo provvedimento in sede di conversione dovrà contenere questi elementi migliorativi per garantire con puntualità quella svolta epocale che da piu’ parti si auspica e che non è piu’ rinviabile. “


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