A TARANTO COME NEL RESTO D'ITALIA VIVREMMO DI TURISMO, MA SE SI PENSA SOLO ALLA SPESA MILITARE
Di Marco Alatri (del 01/07/2013 @ 09:30:00, in Il Punto di vista, letto 1075 volte)
Potremmo vivere di turismo e invece siamo costretti a vivere per sopravvivere, in un ambiente malsano e saturo di fumi, polveri e chi più ne ha più ne metta. E' molto amaro il caffè di questo primo luglio 2013.

Quella sopra esposta è la considerazione regina qui a Taranto. Un territorio baciato da Dio che ha scelto in passato di dare anima e corpo alla grande industria dell'acciaio.
Ha scelto? Hanno imposto. O al massimo hanno scelto. Dirà più di qualcuno.
Come dargli torto.

 

 


Mah… si diceva di quanto si dice nella capitale della Magna Grecia, quella che dove scavi scavi trovi tesori, reliquie, testimonianza di una vera e propria civiltà, quella che aveva e sapeva davvero come vivere. E nel resto dell'Italia?

Ancora peggio. Siamo il Paese con più siti tutelati dall'Unesco. Su 981 siti dislocati in 160 paesi nel mondo l'Italia è la nazione a detenere il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell'umanità: 49.

Dietro a noi vi è la Cina e la Spagna con 44.

Eppure il turismo non è il principale volano della nostra economia.
Basti vedere cosa sta succedendo in questi giorni a Pompei: dove file di turisti sono rimasti fuori dagli scavi perché il personale è in sciopero. Ma non solo anche a Milano, a Roma e in tante altre città del nostro bel Paese.

Lo Stato ha ridotto sempre più le risorse destinate al nostro turismo e alla nostra cultura. Basti pensare che fino al 2007 il bilancio dedicava circa 3 milioni di euro a questo importantissimo settore della nostra economia. Dal 2007 siamo scesi a 1 milione di euro. Con questi soldi bisogna pagare i lavoratori e assicurare che i siti e i patrimoni non peggiorino il loro già angusto stato.

Il settore dei beni culturali in Italia vive un profondo periodo di crisi.
Poche o nulle le assunzioni. Custodi ormai in età di pensionamento che difficilmente riescono a reggere 7 ore di lavoro in piedi. Beni e opere in profondo stato di degrado per via delle mancate restaurazioni.

 

 


Perché tutto questo? Perché non vivere a Taranto come nel resto d'Italia di turismo? Siamo il bel paese… Godremmo di turismo, altro che vivere.

Ma se poi continui a spulciare il bilancio dello Stato e ti rendi conto che quel miliardo di euro destinato ai beni culturali è 1/27° di quanto lo stesso Stato destina alla spesa militare ti rendi conto di come stanno davvero le cose.

Lo Stato Italiano, primo al mondo per siti tutelati dall'UNESCO, destina solo un ventisettesimo di quanto destina alla spesa militare per i suoi beni culturali. Ma come è possibile?

Allora forse hanno ragioni quelli che dicono che l'Italia dovrebbe "dare in gestione" i nostri beni ai tedeschi e farci pagare un canone? E ritornando a Taranto, non parliamo qui... di spesa militare...

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