NIENTE TORNEI DI POKER IN LIVE, IL TAR DEL LAZIO CHIARISCE
Di Redazione (del 05/07/2013 @ 09:23:00, in Italia, letto 1095 volte)

La spinosa vicenda dell’organizzazione più o meno legale di tornei di poker in live, ovvero dal vivo, ha trovato un ulteriore stop, questa volta proveniente dal TAR del Lazio, il Tribunale Regionale Amministrativo che si è occupato proprio di un ricorso presentato da un’associazione privata del   settore. Non è possibile organizzare qualsiasi tipologia di evento, se sprovvisti di licenza di pubblica sicurezza, in merito proprio all’organizzazione di tornei poker texas. Di fatto, è ancora illegale mettere in piedi qualsiasi evento, visto che di queste licenze non c’è traccia.

Un provvedimento fermo da anni al Ministero dell’Economia ha bloccato la normativa che doveva assicurare il rilascio di oltre 1000 licenze a tutti i principali organizzatori, associazioni e circoli sportivi, proprio per l’organizzazione di tornei dal vivo. E così, fish o non fish, buy-in minimi o puntuali segnalazioni. Nessun accorgimento può evitare sanzioni e provvedimenti dell’autorità giudiziaria, che considerando il vuoto normativo e l’attuale illegalità dell’organizzazione di eventi in live, può imporre tutte le eventuali penalità e provvedimenti previsti dalla normativa, nel settore “gioco d’azzardo”.

L’associazione culturale di Roma “Cotton Club” si è vista quindi negata il ricorso ufficialmente, richiesta che prevedeva l’annullamento del divieto di organizzare partite di poker live, che appunto è stata bocciata. In questo modo, si rischia che tutto il provvedimento previsto già da qualche anno non venga mai approvato, visto che entro il 31 Gennaio dovevano essere presi dei provvedimenti, che purtroppo non sono arrivati, e che rischiano di far slittare ancora per molto tempo una legge che poteva soddisfare le esigenze di migliaia di giocatori, e che poteva anche arricchire le casse dello stato di diversi milioni di euro derivanti proprio dalla concessione di queste particolarissime autorizzazioni.

Nulla di fatto quindi; non ci resta che attendere eventuali provvedimenti dell’esecutivo, che comunque sembra concentrato in altri aspetti, e che non ha dato segnali di fiducia in questo senso.


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