LETTERE DEI CITTADINI, G. CAROLI: PER I DIRITTI DEL MALATO SERVE PIÙ DI UN TRIBUNALE”
Di Redazione (del 18/07/2013 @ 06:43:01, in Lettere, letto 1308 volte)

Il Tribunale per i diritti del malato (TDM) è un'iniziativa nata nel 1980 per tutelare e promuovere i diritti dei cittadini nell'ambito dei servizi sanitari e assistenziali e per contribuire ad una più umana, efficace e razionale organizzazione del servizio sanitario nazionale. Il TDM è una rete costituita da cittadini comuni, ma anche da operatori dei diversi servizi e da professionisti, che si impegnano a titolo volontario (circa 10.000).” Lo scrive in una nota Giuseppe Caroli da Monteiasi, proseguendo: “L'attività del TDM è volta alla ricerca delle soluzioni finalizzate a rimuovere situazioni di sofferenza inutile e di ingiustizia, non esclude la protesta pubblica e il ricorso all'autorità giudiziaria, ma privilegia l'esercizio dei poteri di interpretare le situazioni, di mobilitare le coscienze, di rimediare agli intoppi istituzionali e infine di conseguire nel più breve tempo possibile i cambiamenti materiali della realtà che permettano il soddisfacimento dei diritti violati. L'attività è attuata senza fini di lucro.

 

 

Fanno parte integrante dell'attività del TDM – evidenzia il sig. Caroli - la promozione e la realizzazione di politiche orientate a far valere il punto di vista dei cittadini nella riforma del welfare sanitario. Il TDM, nel quadro del suo obiettivo generale di contribuire al miglioramento, alla qualità e alla umanizzazione dei servizi sanitari, considera propri compiti fondamentali:
• garantire che ovunque un cittadino abbia necessità di assistenza, consulenza, aiuto per far valere legittime aspettative, esso possa trovare strumenti e opportunità per ottenere la tutela e la protezione dei suoi diritti;
• promuovere la partecipazione civica, affinché i cittadini stessi siano protagonisti delle azioni di tutela in ambito sanitario, sia mediante l'accoglienza nelle attività del TDM, sia mediante l'apertura di spazi di attivismo civico nell'organizzazione sanitaria.

La premessa credo che fosse necessaria riguardo la possibilità di poter ricorrere al TDM, su i tanti interrogativi che i cittadini della provincia di Taranto da tempo non hanno risposte dalle istituzioni politiche, riguardo per esempio:

* al mammografo di Ginosa, non utilizzato, trasferendo gli screening mammografici a Mottola; •

* l’ospedale di Grottaglie riguardo “l’incredibile taglio in cantiere, a partire dall’eliminazione dell’unità semplice di artroscopia del ginocchio, anche per un Reparto di Ortopedia tra i più avanzati della Regione, con una media di 900 interventi l’anno”; 

l’allergologia ed Immunopatologia di Taranto, incredibilmente declassificata vedendosi sospendere il day hospital in cui operava

alla cura delle malattie renali, penalizzando assurdamente le strutture di Manduria e Martina Franca concentrando nel Capoluogo, le “strutture complesse”. 

 

 


Quali motivazioni si addurrebbero per tale ingiustificato disagio imposto alla popolazione della provincia di Taranto e se anch’esso possa essere addebitabile alla strategia di sistematica desertificazione cui è sempre più inesorabilmente sottoposta la Sanità jonica”. Un interrogativo assordante, – scrive il sig. Caroli - se posto però dal cittadino alle istituzioni per garantire pari opportunità di trattamento riguardo la possibilità di poter promuovere il proprio pensiero di partecipazione civica in ambito sanitario, potrebbe cambiare forse il destino delle cose.

Questo affinché non ci siano più malati e/o problemi del malato di sere “A” o serie “B”, credendo fermamente che sia opportuno e non più delegabile, approvare in tempi brevi, anche perche il Ministero per le Pari Opportunità” ce lo impone, apposito regolamento e nominare le commissioni stesse, cosa che, a quanto pare a Monteiasi, sia o si accinge ad essere “cosa politica”.

Facciamoci dire se il comune di Grottaglie, Martina Franca, Monteiasi, Manduria o Ginosa hanno un regolamento e/o una Commissione per le Pari Opportunità, anzi –
conclude il sig. Caroli - pretendiamolo, affinché anche la tutela in ambito sanitario non sia solo cosa di pochi. “Noi a Monteiasi abbiamo un regolamento da circa sei mesi approvato in c.c., ma non è stata mai nominata la commissione”.

 


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