S. LENTI: "LA FORZA DELLE IDEE PER FAR RI-NASCERE L'OSPEDALE SAN MARCO DA UNA LENTA AGONIA"
Di Redazione (del 23/07/2013 @ 09:12:21, in Lettere, letto 921 volte)

Dalle parole inutili e demagogiche non può esserci ri-nascita di nuove idee e progetti riguardanti un bene comune: la SALUTE. Purtroppo, nella nostra amata Grottaglie stiamo assistendo ad un valzer di parole. Non si può parlare di salute legandola solo ad un numero di posti letto o a demagogie di partito. Per questo, dopo 9 mesi di silenzio, abbiamo deciso ri-metterci al servizio per arginare lo Tsunami del fallimento delle idee.” Non usa mezzi termini Salvatore Lenti, Presidente della ONLUS “Medici per San Ciro”, che in una lettera aperta scrive: “Ben 9 mesi fa facemmo la proposta di una nuova mission del San Marco al Sindaco e alla Commissione Sanità riuscendo a far parlare le istituzioni tra di loro. Una proposta basata su progetti e idee innovative, che permettessero di avere un ospedale di riferimento per l'intera provincia.

Sono state nostre le proposte di creare l'ortogeriatria, la Week Surgery, la partoanalgesia e il parto in acqua, l'autonomia del Pronto Soccorso con formazione adeguata del personale, il Cronic Care Model per la gestione del diabete e dello scompenso cardiaco sul territorio. Ma le nostre proposte non furono prese seriamente in considerazione né dalle istituzioni comunali nè da alcuni operatori del San Marco: ci dispiace ricordare che buona parte di loro non presero parte al nostro convegno di "gestione sanitaria" nel Gennaio 2012
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Per questo – prosegue il dott. Salvatore Lenti - chiediamo a tutti gli operatori sanitari di essere più presenti e di manifestare il loro sdegno verso una classe politica che dimostra una mancanza di idee progettuali e ingenuità organizzativa. Ma soprattutto chiediamo loro di fare anche una sana autocritica di cambiamento: per costruire bisogna partire dagli errori e correggerli. Chiediamo di fare quadrato intorno alle idee andando oltre quei privilegi che qualcuno promette in cambio di voti elettorali; è arrivato il momento di dire basta a queste squallide menzogne e prendere delle decisioni. Bisogna andare oltre i muri e lavorare tutti per tutti.

Secondo noi l'ospedale può ri-nascere e diventare un ottimo esempio di sanità pubblica che veda il paziente al centro del sistema. Non lo si può far morire di una lenta agonia fino alla nascita del San Cataldo di Taranto; anzi, può continuare a vivere anche dopo, ma con una nuova e più specifica autonomia. Non dobbiamo permettere che la salute sia appannaggio di politici o di coloro che vogliono sfruttare i privilegi all'interno dell'ospedale pensando solo ai propri interessi personali.

Il nostro ospedale va ri-programmato: ri-organizzazione dei turni per un maggior e più specifico utilizzo del personale, valorizzazione della meritocrazia professionale, accoglienza dei bisogni del cittadino, creazione di percorsi diagnostico-terapeutici per la gestione delle patologie croniche tra l'ospedale e il territorio, nel rispetto anche del momento di crisi economica: i soldi e le risorse vanno spesi con intelligenza, prendendo esempio da altre realtà. I politici queste cose le devono sapere e se non le conoscono le devono studiare e/o affidarsi ai tecnici
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Dobbiamo unirci ai cittadini che devono vigilare con sempre più forza sulle scelte politiche e devono far sentire la propria voce pretendendo un rapporto più costruttivo – afferma il dott. Salvatore Lenti. Chiediamo a tutta l'Amministrazione della nostra città, di ammettere con umiltà gli errori e di risolverli con intelligenza. Alla parte buona della politica, chiediamo di trovare le giuste risposte per superare questo momento di crisi, mettendo da parte le velleità elettorali.

Questa denuncia –
conclude il dott. Salvatore Lenti - è un atto dovuto nei confronti dei nostri pazienti, pur essendo consapevoli che riceveremo attacchi anche personali, ma siamo tranquilli perchè abbiamo la forza delle idee. Le idee ispirate dal coraggio sono come le pedine degli scacchi: possono essere anche mangiate ma possono dare avvio anche a mosse vincenti.”


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