LETTERE DEI CITTADINI, L. PANE: “LA BIBLIOTECA DELL'ISTITUTO DELLA MAGNA GRECIA CHIUDE!”
Di Redazione (del 25/07/2013 @ 06:57:19, in Lettere, letto 795 volte)

Questa non vuole essere l'ennesima lamentela sui tanti problemi di questa città, soprattutto in ambito culturale. Si tratta di una constatazione che si accompagna ad un allarme rivolto a tutti i cittadini e alle forze politiche ed economiche che   controllano il territorio. La biblioteca dell'Istituto per la Storia e l'Archeologia della Magna Grecia sta chiudendo.” Lo scrive il Sig. Luigi Pane che precisa: “Non è una lettera che fa seguito ad un comunicato stampa di quell'Ente che fino ad oggi ha dato un senso alla immensa storia classica di questa città. Queste righe nascono dall'esperienza fatta questa mattina, presso la sede della stessa, all'interno della Cittadella delle Imprese. Lì, un cartello specificava che la biblioteca è chiusa per trasferimento. Il fatto è che non si sa dove si trasferirà e tra quanto.

 

 

 

 

Si tratta – ricorda il sig. Luigi Pane - dell'ennesima istituzione culturale di alto livello che viene umiliata e relegata nel limbo eterno, puzzolente di umido e cartoni da imballaggio?

Le previsioni non sono rosee. Il solo fatto, di sfrattare una risorsa di questo valore senza una decisione in merito al suo destino, è senza dubbio riprovevole. Questo succede all'ombra di una discussa candidatura della città a Capitale della Cultura europea per il 2019 e, cosa ancor più grave, ad un paio di giorni dalla presentazione (anche quella un po' triste, con la sua sequela di lamentele e suppliche alla malcapitata assessore regionale) della legge regionale per la valorizzazione integrata dei beni culturali, degli archivi, delle biblioteche..
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E' singolare – scrive ancora il Sig. Luigi Pane - come già nel 1875 il Gregorovius, passando per Taranto, constatò l'assenza di biblioteche, segno inequivocabile di un rapporto inesistente con la propria storia ma anche di spreco di un patrimonio anche economico di primissimo piano.

Per non chiudere questo allarme nel bel mezzo del solito incendio, si può consigliare forse agli enti locali, di risollevare l'immagine internazionale della città, provvedendo al più presto a comunicare alla cittadinanza questa drammatica situazione, prendendosene pubblicamente carico, e proponendo soluzioni repentine e migliorative, che consentano alla cultura alta di tornare a circolare nelle vene di quest'anemica realtà, troppo distratta da fritture di piazza e fuochi pirotecnici per accorgersi dell'emorragia dei suoi beni più preziosi
.”


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