A TARANTO, LUNGHE FILE E ORE DI ATTESA PER VISITARE NAVE "PALINURO"
Di Redazione (del 29/07/2013 @ 08:43:11, in Redazione, letto 2363 volte)

Lunghe file e ore di attesa a Taranto per poter accedere al castello aragonese ed avere la possibilità di visitare nave “Palinuro”, uno dei più bei vascelli della Marina Militare italiana, in questi giorni ormeggiata proprio nel canale navigabile, di fronte alla imponente struttura del castello.

Come in altre occasioni, complice la bellezza della imbarcazione e la eccezionalità della occasione, in tantissimi hanno sopportato di buon grado ore e ore di attesa pur di avere la possibilità di accedere alla imbarcazione ed ascoltarne la storia.

La goletta “Palinuro” della Marina Militare italiana (fonte: wikipedia.it) è una nave scuola per gli allievi sottufficiali, di qualsiasi categoria e specialità, frequentanti il corso normale marescialli presso la Scuola sottufficiali di Taranto. Costruita nei cantieri di Nantes in Francia e varata nel 1934, con il nome Commandant Louis Richard, per una società privata, venne adibita alla pesca e al trasporto del merluzzo nei banchi di Terranova.

 

 

 

 

Nel 1951 venne la “Palinuro” acquistata dall'Italia per affiancarla all'Amerigo Vespucci nel ruolo di nave scuola, in sostituzione del Cristoforo Colombo, ceduto all'Unione Sovietica in conto riparazioni danni di guerra. La nave, dopo l'acquisto, venne avviata ai lavori di trasformazione per essere adibita a nave scuola.

Al termine di questi lavori, avvenuti presso il cantiere navale di Castellammare di Stabia e l'Arsenale di La Spezia, la nave entrò in servizio nella MMI il 16 luglio 1955, ribattezzata Palinuro in onore del mitico nocchiero di Enea nell'Eneide di Virgilio. Il motto della nave è Faventibus ventis (col favore dei venti).

 

 

 

Durante la sua attività, dal 1955 ad oggi, la Palinuro ha toccato la maggior parte dei porti del Mediterraneo e del Nord Europa e si stima che abbia percorso più di 263 mila miglia nautiche (al 2013). Ha inoltre preso parte ai più prestigiosi raduni di imbarcazioni e navi d’epoca e alle regate delle cosiddette “Tall Ships”, tra le quali la "Cutty Sark", l’”Amsterdam Sail” ed il raduno delle vele d’epoca di Imperia.

Ancora una volta quindi si conferma il fatto che – se opportunamente organizzati e pubblicizzati, gli eventi che hanno nella storia e nelle bellezze del nostro territorio hanno la capacità di attrarre turisti e possono quindi essere una tangibile opportunità per fare fronte ad una crisi che prima di essere economica, è anche sociale. Ba bisogna crederci ed investire su questi, con progetti credibili e risorse adeguate.


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