GIR BABY, A SCUOLA A GROTTAGLIE I BAMBINI IMPARANO ANCHE A MANGIARE MEGLIO
Di Redazione (del 27/09/2013 @ 07:38:34, in Gir baby, letto 990 volte)

Scuola non vuol dire solo studio,compiti e lezioni ma anche merendine, pranzo e spuntini pomeridiani. Una recente statistica dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) afferma che l'obesità si è diffusa come un'epidemia e i costi sanitari legati a questa patologia incidono ormai dal 7% all’13% circa sui costi sanitari mondiali. In Italia sono il 23,3% dei bambini di età compresa fra i 3 e i 6 anni ad essere in sovrappeso o obeso.

Dati preoccupanti, quindi, che dovrebbero far riflettere e rivedere le abitudini alimentari fin dalla tenera età. Fondamentale è che l’alimentazione corretta venga impostata sin dai primi anni di vita in modo da creare delle basi per uno stile di vita alimentare sano nei bambini che saranno gli adulti del domani.

A partire dalla scuola dell’infanzia, il bambino si allontana dall’ambiente domestico e acquisisce nuove abitudini alimentari dove il momento dei pasti è in comune con coetanei e lontano dai genitori: il coinvolgimento della famiglia, però, è importante per condividere il percorso educativo alimentare scolastico e creare una continuità anche a casa.

 

 

 

A Grottaglie, una Scuola dell’Infanzia Paritaria, ha promosso un percorso all’interno del proprio programma didattico per educare i bambini ad avere un approccio corretto con il cibo, facendo riferimento al documento dell’OMS - “Ventuno Obiettivi di Salute per il Ventunesimo Secolo” – in cui specifica che nelle scuole materne i bambini dovrebbero imparare i valori fondamentali degli stili di vita sani, considerando che nei tempi moderni il cibo ha subito notevoli evoluzioni dal punto di vista qualitativo e quantitativo, con conseguenziali disordini di tipo alimentare che possono portare a patologie con gravi ripercussioni sociali ed economiche.

Il progetto “E’ l’ora della pappa“, avrà la durata dell’intero anno scolastico con frequenza quindicennale in cui ci sarà un coinvolgimento totale dei piccoli alunni dai 3 ai 5 anni, dei loro genitori,degli educatori nonché della biologa-nutrizionista e della psicologa-psicoterapeuta.

 

 

 

I bambini, attraverso giochi di movimento, decorazioni, cartellonistica, filastrocche, giochi come “cosa succede se non mangio?” o ancora “mi piace e non mi piace” e il “tragitto” del cibo, dalla sua assunzione fino alla sua assimilazione attraverso una favola,inizieranno ad avere un rapporto con il cibo di maggiore consapevolezza, individuando fasi importanti come la scelta e la manipolazione degli alimenti, la curiosità nell’assaggiare nuovi sapori tentando di superare anche le resistenze nei confronti di cibi meno allettanti, come verdure e primi a base di legumi, e del perché si mangiano e fanno bene e quanto è importante avere sempre le mani pulite e consumare i pasti seguendo delle norme igieniche basilari.


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