"IL FRANTOIO OLEARIO", NEL CUORE DELLA PRODUZIONE DELL'OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
Di Redazione (del 28/11/2013 @ 12:35:00, in Territorio, letto 1147 volte)


Stappato il vino novello ed archiviato l’odore del mosto d’uva, è il profumo dell’olio e delle olive che riempie le vie e le strade di Puglia. Da millenni l’olivo è una delle piante simbolo del Sud del mondo,  e nonostante i tanti attacchi che si trova costretto a subire, dalle sofisticazioni alimentari alle aggressioni di micro-organismi nocivi, gli olivi continuano ad essere parte integrante ed irrinunciabile del panorama pugliese.

L’olio d’oliva è un vero e proprio tesoro, che da sempre viene estratto con un procedimento un tempo lungo e faticoso, che oggi si giova delle innovazioni offerte dalla tecnologia meccanica ed elettronica.

 

 

Se ieri il frantoio era un luogo freddo e umido, un antro oscuro dove uomini e animali condividevano lunghe ore di fatica e lavoro, oggi è un luogo altamente meccanizzato, dove da un lato le olive vengono scaricate in grandi tramogge e dall’altro esce – dopo poco tempo – l’olio pronto per essere conservato nei classici fusti metallici.

In mezzo, le operazioni di lavaggio delle olive, la separazione di corpi estranei come foglie, rami e sassi, la macinatura e la pressatura, tutte operazioni oggi rigorosamente controllate per garantire sicurezza agli operatori e genuinità al consumatore.

 

 

 

Oggi un moderno frantoio sembra quasi un’astronave, luccicante di pannelli elettronici, con motori e pistoni che lavorano senza sosta ma alle sue spalle - oggi come ieri – c’è ancora la sapienza ed il lavoro dei tanti che orgogliosamente lavorano e difendono una delle eccellenze della nostra terra: l’olio d’oliva.




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