RAGUSA: “CON IL GIOCO NON SI SCHERZA E IN UNO STATO BISCAZZIERE SI VIVE MALE”
Di Redazione (del 23/12/2013 @ 07:02:30, in Sociale, letto 947 volte)

Siamo sicuri di conoscere le preoccupanti problematiche legate al gioco d’azzardo che sta trasformando la “Bella Italia” in una tristissima “Bisca Italia”? Questo articolo di Etta Ragusa, responsabile dell’ associazione culturale Casa per la pace e coordinatrice del Movimento etico Rinascita civica, aiuta a  capire il problema e offre spunti di riflessione e motivi di speranza.

Il monito va allo Stato, la costatazione consiste nella schizofrenia che esso dimostra, la speranza è riposta nella presa di coscienza di una parte crescente di italiani attivamente indignati. Lo Stato-Italia e i suoi Governi di qualunque colore non possono anteporre il denaro alla salute dei cittadini e al rispetto della legalità. Da quasi un decennio, la pubblicità martellante su tv, web e cellulari, e una dissennata liberalizzazione del gioco d’azzardo hanno trasformato l’Italia in una bisca.

E la dipendenza dal gioco d’azzardo - dalle sale gioco alle slot machine - sta diventando una piaga sociale sempre più diffusa tra cittadini di ogni ceto e soprattutto tra pensionati, giovani, precari. Di fronte al crescere di un tale disastro, lo Stato si giustifica con la necessità di incamerare nuove entrate. E tenta di trovare rimedi, senza rimuovere le cause, come quello di riconoscere la dipendenza dal gioco come malattia specifica, la ludopatia
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Ma le ultime dissennate leggi – evidenzia la Ragusa - smentiscono le buone intenzioni. Si tratta del condono quasi totale dell’evasione fiscale plurimiliardaria  fatto alla lobby del gioco, con la perversa clausola che anche in caso di mafiosità il gestore possa continuare l’attività per 90 giorni; e delle sanzioni economiche per Comuni e Regioni che ne vogliano impedire o limitare l’uso sul proprio territorio; e, infine, il tentativo di abbassare a sedici anni l’età per accedere alle sale da gioco.

Anche se si sono alzate proteste tra gli stessi parlamentari, la superficialità e la schizofrenia sono evidenti, e rivelano palesemente che non solo si fa finta di preoccuparsi della salute dei cittadini, ma vistosamente e deplorevolmente si disattendono le più elementari certezze del diritto come quella di reprimere l’evasione fiscale. Per “Fortuna”, ma ancor più per sana indignazione, si cominciano a intravvedere alcune significative ragioni di speranza che propongono rimedi che si dimostreranno efficaci se duraturi nel tempo, dato che per guarire una simile piaga ci vorranno anni e tanta tanta cultura, educazione all’uso del denaro, rispetto autentico della persona umana.

Alcuni disegni di legge o emendamenti particolarmente significativi e in procinto di giungere alla discussione parlamentare propongono il passaggio del gioco d’azzardo dal Ministero delle Entrate al Ministero della Salute, poiché il gioco può generare dipendenza patologica; e l’uso della tessera sanitaria come documento identificativo del giocatore sia per verificare che sia maggiorenne, sia per interrogare un'apposita banca dati contente informazioni sul giocatore: quanti soldi ha giocato, quando, con quale frequenza
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Centinaia di Sindaci – ricorda la Ragusa - hanno proposto una legge di iniziativa popolare che regoli il gioco d’azzardo in modo sostenibile per le comunità e per le famiglie. Alcune Regioni, tra queste la Puglia, e alcuni Sindaci, hanno approvato regolamenti per prevenire e curare questa dipendenza oltre che per limitare il numero delle sale e delle macchinette mangiasoldi e la loro distanza da luoghi sensibili (chiese, scuole, oratori, ospedali).

Alla “Campagna Slot Mob - un bar senza slot ha più spazio per le persone” aderiscono sempre più esercenti che rinunciano a ospitare slot, e clienti che si inventano modi diversi (feste, appuntamenti passa-parola) per sostenere i gestori che per lodevole senso civico e umanitario rinunciano al mancato guadagno dato che una slot può fruttare al gestore che la ospita anche 2000 € al mese. Il quotidiano Avvenire da molto tempo sta affrontando con competenza il problema diffondendo notizie che non sempre vengono date da tutti i media.

Altrettanto fanno il settimanale Vita e il giornale on line Sulatesta, che ha pubblicato l’interessante statistica acclusa. In questi giorni è stato pubblicato”, a cura del giornalista Marco Dotti, un interessante e-book dal titolo “Anatomia dell’azzardo di massa” in cui, da professionisti esperti e sensibili, il problema con relative possibili soluzioni viene affrontato sotto l’aspetto giuridico, economico, sociologico e psicologico.

Giusto per andare sul pratico, la Puglia è tra le maggiori regioni “giocatrici”, la provincia di Taranto è prima in Italia per il gioco d’azzardo, Grottaglie è prima a livello nazionale nel rapporto popolazione-somme giocate. Proprio a Grottaglie, dopo il convegno sulle dipendenze patologiche di un anno fa, la Casa per la pace ospita il primo lunedì del mese (prossimo incontro 13 gennaio 2014) il Punto di ascolto contro la ludopatia gestito dalle associazioni Giocatori Anonimi e Gamanon, le stesse che da sette anni sono presenti a Taranto con sede presso la parrocchia San Lorenzo in Via Magna Grecia.

L’auspicio –
conclude la Ragusa - è che la sensbilizzazione si allarghi, così che anche nella provincia di Taranto prenda piede la campagna “Slot Mob” e che sindaci sensibili sostengano la proposta di legge di iniziativa popolare elaborata dai loro colleghi di tutta Italia."


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