TARANTO FOOTBALL CLUB 1927: “CHIEDIAMO ALLA MARINA MILITARE L’UTILIZZO DELLE STRUTTURE SPORTIVE DI MARICENTRO”
Di Redazione (del 22/01/2014 @ 05:05:22, in Taranto, letto 1212 volte)

Scrivo in rappresentanza della Fondazione Taras 706 a.C., che mi onoro di presiedere. La Fondazione Taras è l’associazione di cittadini e tifosi che nell’estate del 2012, di fronte al rischio della scomparsa della nostra squadra di calcio dalle competizioni sportive, ha fondato una nuova società: il Taranto Football Club 1927.” Comincia così la lettera di Claudio Andriani , Presidente A.P.S. “Fondazione Taras 706 a.C.” che prosegue: “Per garantire alla nostra società affidabilità e un legame stabile col territorio, abbiamo scritto uno statuto rivoluzionario, che assegna ai tifosi un ruolo strategico nella gestione materiale del club. La scorsa estate, ponendo il tema della sostenibilità della nuova società, abbiamo concentrato i nostri sforzi sullo sviluppo settore giovanile, che oggi gestiamo con orgoglio e passione, grazie al sostegno (economico, ma non solo) di quasi duemila associati.

Siamo convinti che lo sport possa giocare un ruolo nella rinascita sociale e culturale del nostro territorio. Mentre la città affondava sotto i colpi di un capitalismo irresponsabile, anche lo sport locale viveva i suoi drammi: la scomparsa del grande basket; quella (poi scongiurata) del calcio; l’eclisse del volley e del basket in carrozzina; l'emigrazione del team di pallanuoto
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A Taranto – aggiunge Andriani - lo sport è appartenenza, generatore di comunità, agente educativo in un contesto fatto spesso di abbandono e periferizzazione, speranza di costruire un domani, opportunità per tenere i giovani lontani dalle strade. Per questo abbiamo optato, fedeli alla missione della nostra associazione, per la scelta di investire nel settore giovanile del Taranto.

Nel nostro progetto, lo sport è un mezzo per lo sviluppo umano e civile delle giovani generazioni da crescere secondo principi etici, morali, civici, di cittadinanza e di rispetto della comunità, puntando a sfruttare le attività agonistiche per il recupero di quella parte di nostri giovani concittadini privati di luoghi di socializzazione e costretti dal disagio socio-economico a un’educazione "da strada".

Alcuni giorni fa, abbiamo lanciato una petizione sul sito web www.change.org per domandare al Comando locale della Marina Militare la possibilità di usufruire delle strutture sportive di Maricentro per un ambizioso progetto socio educativo di valorizzazione dei nostri giovani talenti. La petizione ( consultabile all’indirizzo https://www.change.org/it/petizioni/utilizzo-strutture-sportive-dimaricentro) fa seguito a contatti formali intessuti col Dipartimento Marittimo Militare dello Jonio e del Canale d’Otranto e con le altre istituzioni del territorio.

A loro abbiamo chiesto la disponibilità all’uso civile di alcune infrastrutture sportive nascoste al di là del muraglione, quella cascata di cemento che, per dirla con Roberto Nistri, storico delle nostre vicende urbane, ha sequestrato irrimediabilmente una parte del paesaggio urbano, “cancellando visivamente e anche psicologicamente il rapporto simbiotico tra i tarantini e il loro bene primario, il mare”
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Oggi vi scrivo – prosegue Andriani - per invitare voi e i vostri associati a sottoscrivere la petizione e a prender parte alla nostra iniziativa, che vuol provare a dare un impulso alla riscossa civica della città nella riappropriazione degli spazi urbani. In un contesto urbanistico asfittico e funestato dalla perdita di un patrimonio artistico e immobiliare prestigioso come quello del Borgo Antico, siamo convinti che ogni istituzione debba offrire un contributo al cambiamento: chiediamo che la Marina Militare, che tanto prestigio ha dato a questa città e tante risorse ha raccolto da essa, renda fruibili le suddette strutture, che allevierebbero appena il grave deficit infrastrutturale di cui Taranto soffre.

Siamo certi –
conclude Andriani - che anche da qui – da questa piccola battaglia di cittadinanza – possa trarre vigore l’intero movimento dei cittadini che, da tempo, provano a imporre un cambiamento nell’agenda amministrativa della città.”


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