LUNEDĚ ORE 10,30 RENZI AL QUIRINALE, CONTINUA IL TOTOMINISTRI E I MALDIPANCIA IN MOLTI PARTITI
Di Carlo Caprino (del 16/02/2014 @ 20:46:40, in Italia, letto 1039 volte)

La situazione politica di questi giorni sembra il momento dell’imbarco su un volo aereo low-cost; all’apertura dei cancelli, scatta la corsa al posto migliore. Al momento infatti, i problemi dell’Italia e le proposte per una loro soluzione paiono passati in secondo piano rispetto al famigerato “toto-ministri”, neologismo che parrebbe suggerire che ottenere un ministero sia più questione di fortuna che di capacità.

Sia come sia, i nomi al momento si sprecano, con candidature che appaiono e scompaiono alla velocità della luce, con pochissime certezze e non pochi veti incrociati. Di certo, al momento c’è che Matteo Renzi è stato convocato per lunedì mattina alle 10,30 al Quirinale, per ricevere l’incarico di comporre il nuovo governo, sul resto le ipotesi si sprecano con vari gradi di probabilità: appare quasi certo l’incarico di sottosegretario alla presidenza del consiglio per Del Rio, altrettanto si può dire per l’incarico di vicepremier ad Alfano e per la composizione della maggioranza, che non dovrebbe vedere nuovi sostenitori (SEL in testa).

 

 

 

Sul resto – ovviamente – massimo riserbo e quindi spazio alle ipotesi, pare tramontare l’ipotesi Emiliano come ministro alle Infrastrutture, incarico che si dice rimarrà a Lupi, così come pare che saranno confermati la Bonino agli Esteri. la Lorenzin alla Salute e – forse – Orlando all’Ambiente. Si sussurra di un Nencini alla Cultura e di una Giannini all’Istruzione, così come di un cambio di casacca di Franceschini che forse passerebbe all’Interno.

Altrettanto probabile appare in queste ore l’orientamento di un politico al ministero dell’Economia, tramontate le ipotesi “tecniche” - Reichlin e Bini Smaghi in testa – si fanno i nomi di Barca e Prodi.

 

 

 

La seconda metà della settimana dovrebbe comunque sciogliere le riserve e definire nomi e incarichi, fino ad allora sarà tempo e spazio per rifiuti più o meno previsti (Baricco, Montezemolo, Farinetti e Guerra), per veti incrociati (SEL E NCD che si rifiutano a vicenda) e per il grande classico dei “fratelli coltelli”, in queste ore rappresentato dalla polemica al calor bianco tra Forza Italia e Nuovo Centro Destra, con le esplicite accuse tra Berlusconi e Alfano.

Ognuno cerca una posizione di vantaggio per far pesare al meglio il proprio patrimonio di voti e di interessi, e per eventuali future alleanze ci sarà sempre tempo di chiarire e precisare. SE i “no” di Lega e M5S erano ampiamente prevedibili, anche in casa PD non tutto è rose e fiori, con Civati ed una decina di suoi fedelissimi che potrebbero non votare la fiducia al nuovo governo.

In questo panorama, il rischio è che il governo della svolta trovi dietro l’angolo un vicolo cieco se non una palude, una situazione di stallo che l’Italia non può permettersi e che l’Europa in primis non ci perdonerebbe.


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