M5S, RICHIESTA DI APERTURA DELL’AEROPORTO DI GROTTAGLIE AI VOLI PASSEGGERI DI LINEA
Di Redazione (del 04/03/2014 @ 10:28:00, in Territorio, letto 1125 volte)

Un territorio, quando ben amministrato, sfrutta tutte le opportunità di sviluppo legate sia alle proprie naturali vocazioni e potenzialità che al trend di mercato nei settori strategici delle attività produttive che lo caratterizzano.” Ad affermarlo è un comunicato a firma dei MeetUp Jonici (Amici Beppe Grillo dell'arco jonico) che   porteranno avanti queste idee a 5 Stelle e presenzieranno compatti al Consiglio Comunale Monotematico sull'Aeroporto di Grottaglie che si svolge stamattina.

Attirare economie nell’ottica di uno sviluppo sostenibile – prosegue il comunicato dei MeetUp Jonici - è, poi, un dovere imprescindibile, perché la crescita economica dovrebbe sempre essere coniugata con un’equa distribuzione delle risorse e con la tutela e la salvaguardia dei patrimoni e delle risorse naturali. Purtroppo, però, se consideriamo uno dei più potenti volani della nostra economia, ovvero l’aeroporto “Arlotta” di Grottaglie - Taranto, anche solo per l’indotto che può generare, non possiamo di certo sentirci grati nei confronti della Regione Puglia che lo ha sempre trascurato non garantendo, quindi, uno sviluppo omogeneo ed equitativo di tutti e quattro gli aeroporti pugliesi.

Una reiterata mancanza di rispetto di leggi e regole sottoscritte e violate per anni impunemente hanno contraddistinto l’azione di una Regione che, per la sua politica poco lungimirante e la sua indifferenza verso la città di Taranto, continua a farla ricadere nel baratro ogni volta che tenta di risollevarsi, credendo nella sua possibile rinascita
.

 

 

 

Per fare una breve storia, - continua ancora il comunicato dei MeetUp Jonici - ricordiamo che i quattro aeroporti pugliesi sono gestiti da una società “l'Aeroporti di Puglia”, detenuta per il 99,4% dalla Regione e questo rappresenta un unico caso anomalo in Italia, perché in ogni regione ci sono più società, una per ogni aeroporto.

Solo in Puglia c’è questa situazione anomala che vede 4 aeroporti gestiti da un’unica società, tra l’altro sotto l’egida della Regione. La gestione dei quattro aeroporti pugliesi di Bari, Brindisi, Foggia e Taranto Grottaglie è stata assegnata, in regime di un’unica concessione quarantennale, con Convenzione n. 40 del 25/01/2002 e successivo Decreto interministeriale n. 4269 del 6/03/2003, ad Aeroporti di Puglia S.p.A.; ed è proprio tale Convenzione (composta da 18 articoli) a non esser rispettata ormai da 11 anni.

Per citare solo qualche grave inadempienza, ricordiamo che la Convenzione di concessione attribuisce alla Concessionaria, tra gli altri, i seguenti obblighi:
art. 2 comma 5: a. "promuovere il miglioramento ed il potenziamento di tutti gli aeroporti pugliesi, incrementando i collegamenti aerei per ciascun aeroporto in concessione";
art. 4: a. "gestire ciascun aeroporto adottando ogni opportuna iniziativa in favore delle comunità territoriali vicine", assicurando, dunque, pari opportunità a tutti i cittadini e le imprese pugliesi, tutelando l'interesse di tutto il territorio regionale e favorendo lo sviluppo equo di tutti gli scali in concessione, incluso quello di Taranto; b. "erogare con continuità e regolarità, nel rispetto del principio di imparzialità e secondo le regole di non discriminazione dell'utenza, i servizi di propria competenza";
art. 14: “dispone la revoca e la decadenza della concessione, non solo nei casi di inadempienza degli obblighi attribuiti alla concessionaria, ma anche nel caso di grave e immotivato ritardo nell'attuazione del programma di intervento e del piano degli investimenti per ciascun aeroporto in concessione
".

 

 

 

Inoltre, evidenziano i MeetUp Jonici - diversamente da quanto disposto dall’art. 5, comma 1 lettera B) della menzionata Convenzione di concessione e dall’art.704 del Codice della Navigazione (D.Lgs. 96/2005), alcun Contratto di programma sembra essere stato sottoscritto tra l’ENAC e Aeroporti di Puglia s.p.a. per l’Aeroporto di Taranto; gli unici Accordi di programma, al contrario regolarmente sottoscritti per gli Aeroporti di Bari e di Brindisi, non prevedono alcun riferimento alle linee programmatiche di sviluppo per l’Aeroporto di Taranto e di Foggia.

Pertanto, contravvenendo anche all’art. 2, punto 5 della Direttiva UE 2009/12, non essendo stato sottoscritto alcun unico contratto di programma per i quattro scali pugliesi, a far data dalla sottoscrizione della Convenzione (2002) ad oggi, si evidenzia una grave irregolarità perpetrata nel tempo da parte di Aeroporti di Puglia S.P.A. e dall’ENAC. Ciò che viene spontaneo chiedersi è,allora, come sia possibile che la società ADP, oltre a non rispettare punto per punto una convenzione da lei sottoscritta, possa anche agire in deroga alle disposizioni della Comunità Europea e ai principi della nostra Costituzione.

L’Europa ha infatti chiesto anche di migliorare le infrastrutture, le vie di accesso per gli aeroporti, mentre, a quanto sembra, nelle zone perimetrali dell’”Arlotta” non potano neanche gli alberi. Inoltre è bene sottolineare che ogni aeroporto va considerato in autonomia per garantire la concorrenza come vogliono la Comunità europea e la nostra Costituzione che garantisce il diritto alla mobilità e alla libera circolazione. Sembra che il "sistema aeroportuale" che la Regione Puglia vanta di amministrare abbia significato finora possibilità per un unico soggetto amministrativo di scegliere quali aeroporti pugliesi sviluppare e quali dimenticare. Ma noi vorremmo ricrederci!

E’ infatti con nuova speranza che leggiamo delle nuove linee guida adottate dalla Commissione europea che potrebbero entrare in vigore già verso la fine di marzo, norme che prevedono oltre ad aiuti di stato per la costruzione e l'ampliamento di infrastrutture per gli aeroporti, anche aiuti al funzionamento degli aeroporti regionali con numero di passeggeri inferiori a 3 milioni (ai quali sarà concesso un periodo di transizione di 10 anni per permettere l'aggiustamento del modello di business in modo che al suo termine possano essere finanziariamente autonomi) e ad aeroporti regionali con meno di 700mila passeggeri per i quali ci sarà, invece, un regime speciale con più aiuti consentiti e un riesame della situazione tra 5 anni.

Inoltre saranno permessi, anche se per un limitato periodo di tempo, aiuti pubblici alle compagnie aeree per avviare nuove rotte. Queste nuove misure di politica economica a vantaggio della mobilità dei cittadini, in Puglia, possono essere applicate per buona parte solo per l’aeroporto di Grottaglie-Taranto; se non si vorrà aprire l’Arlotta ai voli passeggeri di linea, molti di questi finanziamenti saranno persi, perché non possono essere dirottati o utilizzati per altri scali.

Allora,
concludono i MeetUp Jonici - se la Regione Puglia volesse dimostrare concretamente il suo impegno per lo sviluppo dell'area jonica, non potrà non sfruttare questa preziosa opportunità di sviluppo e crescita di una provincia che da tanto attende un meritato riscatto.”


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