SEMINARIO SULLA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE, CAMBIARE POSSIBILE
Di Redazione (del 05/03/2014 @ 04:15:14, in Sociale, letto 762 volte)

Domenica 2 Marzo si è tenuto, presso l’Auditorium Papa Giovanni Paolo II di Pulsano, un seminario sulla Terza Rivoluzione Industriale che, come ha ricordato Rosa D’Amato, attivista storica dei meet up tarantino nella sua introduzione, è la visione elaborata dall'economista americano Jeremy Rifkin, e consiste nell’estensione del modello distribuito e interattivo di internet dal campo dell’informazione a quello dell'energia e della produzione industriale.

Si tratta di un modello che crea molto più lavoro per unità di prodotto e dunque ricchezza distribuita e occupazione stabile, perchè è totalmente ispirato al più rigoroso rispetto delle leggi della termodinamica solare e della fotosintesi, e dunque delle delle risorse naturali e della vocazione turistica, culturale ambientale e enogastronomica del territorio.

Il relatore Gino Palombella, ingegnere e attivista tarantino del M5S, ha ricordato che le rinnovabili per essere di Terza Rivoluzione Industriale, devono essere portate sul territorio non in modo centralizzato con pochi grandi impianti fossili e inquinanti gestiti da grandi gruppi industriali, ma in modo distribuito, con migliaia di piccoli impianti sia di produzione che di accumulo che di distribuzione dell’energia rinnovabile, integrati in costruzioni e attività produttive in rete fra loro (Quello che Rifkin definisce “l'internet dell'energia”).

 

 



In questo modello, ha ricordato Angelo Consoli, Direttore dell'ufficio di Bruxelles di Jeremy Rifkin e autore di “Territorio Zero (verso una società a emissioni, rifiuti e chilometro zero”), anche i beni vengono prodotti da impianti più piccoli mediante stampanti tridimensionali che lavorano con una più alta efficienza energetica ed economica (“l’internet dell'industria” nella sistematica Rifkiniana) con decine di migliaia di imprese che collaborano sul territorio.

Questa è dunque l'alternativa ecologica non solo sul piano energetico ma anche industriale, all'economia basata su grandi impianti inquinanti che si è andata via via affermando in Puglia (e nel tarantino in particolare). In una prospettiva di Terza Rivoluzione Industriale, applicando i principi del manifesto "Territorio Zero" Taranto può rinascere dalle ceneri dell'ILVA e dell'inquinamento fossile, come la Capitale della Magna Grecia, méta di un turismo orientato ai suoi assett culturali, archeologici ed enogastronomici, che se opportunamente valorizzati, anche attraverso tecnologie energetiche rinnovabili (pensiamo al solar cooling negli alberghi invece d’impianti inquinanti di aria condizionata o all'irrigazione fotovoltaica per l'agricoltura), possono creare molto più lavoro di quello che è stato creato (e attualmente in corso di distruzione) dai grandi impianti inquinanti.

E’ stato poi presentato il Master Plan di Terza Rivoluzione Industriale elaborato dallo stesso Rifkin e da una squadra di esperti internazionali di cui ha fatto parte lo stesso Consoli, in collaborazione con le autorità e i tecnici della regione francese del Nord Pas de Calais (una regione comparabile alla Puglia per dimensioni, popolazione e struttura economica), dove la visione di Rifkin è già in corso di attuazione pratica e amministrativa.

 

 

 

E' dunque un modello facilmente esportabile in Puglia, che potrebbe capitalizzare sull'esperienza, dell'Università dell'Idrogeno creata a Monopoli nel 2006, grazie agli sforzi del suo Presidente, Nicola Conenna (uno dei relatori presenti al seminario) e il sostegno di una serie di aziende private che hanno permesso la realizzazione di una "Cittadella dell'idrogeno" che integra a scopo di ricerca e di studio, tutte le tecnologie della Terza Rivoluzione Industriale.

Gli interventi dei portavoce Petraroli e Busto, hanno rilevato come invece, le strategie energetiche nazionali vadano in tutt'altra direzione, e continuino a privilegiare i grandi impianti perfino, (paradossalmente), sovvenzionandoli con il c.d. "capacity payment", che è stato rilevato essere una delle ragioni principali dell'interesse per un cambio di guardia al governo fra Letta e Renzi da parte di De Benedetti, che dal suddetto “capacity payment”, potrebbe trarre sollievo per le disastrate finanze della filiale energetica del gruppo CIR, Sorgenia indebitata con le banche per aver investito erroneamente nel turbogas aldilà di ogni ragionevole pianifivcazione industriale.

A conclusione del convegno l'ingegner Bartolomeo Lucarelli, attivista tarantino del M5S, ha dimostrato come i grandi impianti possano essere chiusi immediatamente e le relative bonifiche avviate, senza nessun pregiudizio e anzi con indiscutibili benefici sul quadro economico-occupazionale dell'arco ionico, grazie a un’adeguata accelerazione verso la Terza Rivoluzione Industriale e una conseguente pianificazione di marketing territoriale della zona ionica.”

(si ringrazia Cosimo Panzetta per la gentile collaborazione)


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