Il Tarantismo a Grottaglie
Di Staff (del 12/06/2007 @ 13:13:32, in Tradizioni, letto 2422 volte)
Tarantismo a GrottaglieNella città della ceramica, prevalentemente ad estrazione contadina, il fenomeno del TARANTISMO è stato molto fiorente fino agli anni Settanta, qui nel nome di San Vito, alla cui chiesa, demolita negli anni Cinquanta, si recavano le tarantate, un po' come San Paolo a Galatina. Come ebbe ad esprimersi un martinese, "Grottaglie, Ceglie e Villa Castelli, quella era la terra santa!" (il luogo dove più era diffuso il tarantismo).


Molti sono i testimoni oculari del tarantismo grottagliese: fra questi un ceramista, Ciro Farina, classe 1940, che ho avuto l'opportunità di intervistare e che mi ha raccontato la sua versione dei fatti.

"Le tarantate che ho visto io da ragazzo ballavano nelle "'nchiosce" (cortili in dialetto grottagliese, termine affine alla "'nchiuostre" di Martina, alla "gnostra" di Noci e Altamura, ecc., n.d.r.), perchè non dovevano ostruire, penso, la strada principale. Capitava sempre alle donne di essere pizzicate dalla taranta. Quella che ho visto io ballava una "'nchioscia sop'a lu Pennino" (quartiere del centro storico di Grottaglie). Ballavano tre giorni e tre notti, si buttavano a terra....andavano a trovare i musicanti, la chitarra, l'organetto e il tamburello. Senza il tamburello non si poteva suonare la pizzica. Secondo me era una scusa per non andare a lavorare in campagna o per attirare l'attenzione del marito. Poi si faceva la cerchia intorno intorno"

fonte: pugliafedefolklore.it - Damiano Nicolella

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