SAN CIRO 2012, LA GRANDE FESTA: "STASERA SI PICCIA LA FOC'RA DIO SANTU GIRU"
Di Angelo Nacci (del 30/01/2012 @ 09:00:00, in Li Vurtagghie, letto 1599 volte)

Una colonna vorticosa di fumo si faceva strada verso l' alto occultando l' immagine di San Ciro che ricompariva a tratti. Poi la colonna si apriva a fungo per il cielo che perciò diventava bianco. Passato il momento dell' intensa eruzione le prime lingue di fuoco guizzavano con la rapidità dei lampi e davano anche l' impressione di essere separate da potenti lanciafiamme... Arrivava così il turno delle faville che, lanciate in alto con notevole velocità, coprivano il cielo, mentre le fiamme consumavano le fascine con sempre maggiore rapidità mettendo a nudo i grossi tizzoni ardenti...Ora si poteva osservare agevolmente la gente col viso arrossato intorno al cerchio incandescente della focra. Sembrava di vedere tante facce arrostite se non fosse per l' espressione giuliva che le addolciva. Sono parole tratte ad un racconto di Emanuele De Giorgio, famosissimo pittore grottagliese del passato, che raccontava la pira di quando era ragazzo, alla fine degli anni '20.

Il fascino e la magia che avvolge questo enorme fuoco invernale ci emoziona ancora oggi facendoci rivivere le stesse sensazioni di chi ci ha preceduto negli anni (nel video sopra la foc'ra durante la festa del 30 gennaio del 2008).

La foc'ra ti Santu Ggiru verrà accesa come ogni anno la sera del 30 gennaio al termine della messa vespertina che chiude il novenario. Ci sarà come ogni anno un bagno di folla, impaziente, ad attendere col freddo e magari sotto una insidiosa pioggerellina come negli anni scorsi. Tutt' intorno poi luminarie, bancarelle, pallonai, giocolieri e spettacoli pirotecnici. Lo spettacolo della vigilia è forse ancora più atteso rispetto alla grande festa del 31.

La prima legna per la foc'ra la si inizia a portare già all' inizio del nuovo anno laddove sarà allestita, fino allo scorso anno su quel terreno adiacente Piazza San Ciro, chiamato una volta campo San Marco teatro di tante partitelle di calcio tra ragazzi. L' aspetto ad inizio anno nuovo è quello di un terreno con tanti cumuli di legna di vario tipo e grandezza: tronchi e ceppi di più grandi dimensioni (li lione) e sarmenti frondosi, più sottili (li saramiente). A volte anche del legno lavorato come parte di mobilia o telai di porte in legno.

Verso metà mese i maestri della foc'ra iniziano a lavorare. All' inizio con i tronchi più grandi viene costruita la camera centrale alla quale si accede attraverso una porticina. Sarà in quella camera che lu fucalaru accenderà il fuoco.

Esternamente a questa camera di legno si inizia a costruire un recinto che poi crescendo in altezza andrà a ricoprire tutta la camera. Il rivestimento dall' interno verso l' esterno verrà fatto di legname via via più sottile. Il rivestimento più esterno sarà costituito unicamente da sarmenti sottili e questo per favorire meglio la combustione. In cima verrà posta una piccola croce di legno con l' immagine di San Ciro.

Si verrà così a creare una catasta a forma di covone di fieno, di sezione di cono, con un diametro ed una altezza di circa 10 metri, ben oltre i limiti consentiti dai canoni di sicurezza che sono 6 metri di diametro per 6 metri d' altezza. La sicurezza per i cittadini comunque ci sarà grazie alle barriere messe attorno appositamente. In passato addirittura la foc'ra era anche più grande di quella attuale. Un tempo veniva messa a disposizione della gente molta più legna di adesso. Oggi infatti non è infrequente sentire girare la macchina del Comitato Organizzatore a fare appelli alla cittadinanza invitandola a portare legna per l' allestimento della pira.

Le cause di questa scarsità di legna sono molteplici: il fatto che molta gente ha il caminetto in casa ed ha bisogno di legna, che spesso i sarmenti residui della potatura vengono macinati coi moderni macchinari ed ancora e non ultimo che probabilmente non vi è più quella grande devozione per San Ciro che c'era un tempo. Anni fa ognuno nel suo piccolo metteva da parte apposta della legna per la foc'ra e spesso oltre alli traini chini di lione afferivano al luogo della pira molte persone con fascine ti saramiente carisciate sobbr' alla spadda.

Ma qual' è stata la sede della foc'ra durante gli anni? Le prime foc're avevano luogo in Piazza Regina Margherita di Savoia proprio di fronte alla Chiesa Madre. Successivamente, dopo la seconda guerra mondiale la pira fu allestita in Piazza Vittorio Veneto dove oggi sorgono la Chiesa Madonna delle Grazie e la retrostante Piazza. Negli anni sessanta fu ospitata in Piazza Verdi, dove oggi vi è la fontana ed il palazzo adiacente di otto piani. Dai racconti si evince che proprio a Piazza Verdi furono allestite le pire più grandi. Infatti li vi era stato fatto un basamento di pietra lavica enorme appositamente.

A partire dal 1970 la pira venne fatta lungo l' attuale Viale Pignatelli nel quartiere Sant'Elia. Vi rimase lì fino al 1981 quando fu collocata in Piazza San Ciro su un basamento di pietra lavica. Questa nuova location però creò malumori sia tra coloro che facevano parte del Comitato Organizzativo sia tra i fedeli del quartiere Sant'Elia i quali decisero comunque di allestire una pira nella vecchia sede.

Per molti anni a Grottaglie avemmo parallelamente due pire, accese entrambe il 30 gennaio, quella di Sant' Elia e quella di Piazza San Ciro. Finchè nel 1996 l' Amministrazione Comunale decise di mantenere le due pire ma di posticipare l' accensione di quella di Sant'Elia alla domenica successiva durante la processione di rientro di San Ciro alla Chiesa dei Paolotti. Questa doppia pira creò in qualche modo una sorta di prolungamento della festa di San Ciro mantenendo quasi le stesse caratteristiche di festa della sera del 30.

Però in tutte le cose belle vi è sempre un pro ed un contro. A breve le due pire andarono incontro ad un destino non del tutto piacevole. I fumi che producevano purtroppo creavano il malcontento della gente che viveva nelle abitazioni circostanti. Questo portò alla definitiva cancellazione della pira di Sant'Elia ed alla spostamento da Piazza San Ciro al terreno circostante dell' altra pira.

Quest'anno infine come ben sapete la foc'ra è stata realizzata nella zona 167.

Al termine della funzione religiosa serale la Piazza era gremita di gente che ondeggiava come messi al vento. L' attesa spazientava un po' tutti; ma col buio già inoltrato si apriva il grande portone della Collegiata e sul sagrato appariva il Capitolo in pompa magna che incedeva lento, con alla testa il parroco benedicente. Un artficiere dava fuoco alla miccia e la batteria scoppiettava tutt' intorno al gran cono col botto finale. Come per incanto entrava in azione la fiumana di luminarie in cima e faceva un gran chiarore. Altri focalari, in numero di due o tre sgusciavano attraverso uno stretto cunicolo all' interno della focra per accendere il fuoco.
(Emanuele De Giorgio La Pira).


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