La leggenda di San Cataldo
Di Staff (del 04/05/2007 @ 11:09:57, in Taranto, letto 3809 volte)

Vi pubblico una bellissima storia scritta da "biagiocasa" un amico dei delfini erranti.

San Cataldo


La leggenda di San Cataldo

Una leggenda narra che una mattina di tanto tempo fa il sacrestano,aprendo la porta della chiesa, notò con enorme stupore la mancanza della statua di San Cataldo.

''U russe se n'ha sciute, n'ha lassate" - urlava la gente correndo per tutto il borgo antico.

Nessuno disse o pensò che la statua fosse stata rubata, perchè c'era la convinzione che San Cataldo si fosse allontanato di sua spontanea volontà.

Come mai? In quell'anno si registrarono molti casi di peste, per cui le autorità locali stabilirono che, per un certo periodo, fosse vietato l'ingresso ai forestieri.

Già allora si sapeva che San Cataldo fosse amico dei forestieri (ogni Santo Patrono è amico dei forestieri; altrimenti non ci sarebbe l'emigrazione), per cui i tarantini dell'isola iniziarono una meticolosa 'caccia al Santo'!.

Una donna si recò ad un pozzo per prelevare l'acqua e, quando si sporse per controllarne il livello, notò uno strano riflesso che illuminava il fondo.Urlò a tal punto che, in brevissimo tempo, la gente accorse e si riunì ai bordi del pozzo, scoprendo con meraviglia, che quello splendore proveniva dalla statua.

Con molta difficoltà la gente, in quel caso specifico 'le vastàse', issarono la statua e la depositarono per terra.Il rientro in chiesa avvenne in maniera festosa e solenne.

Le autorità compresero che quella forma di protesta organizzata dal Santo Patrono, era rivolta soprattutto al divieto di negare l'ingresso ai forestieri.

'Ci cacciàme le furastière, stè cacciàme pure a San Catavete - osservava la gente - perciò aqquà hannà sta tutte!'. Il divieto fu tolto, la peste non seminò più altre vittime e da allora......

Questa è una leggenda e come spesso succede, nel riportarla, come si suol dire, nero su bianco, si trascura il finale!


Biagiocasa

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